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È stata scarcerata e sottoposta alla misura degli arresti domiciliari Enza Ciconte, coinvolta nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che complessivamente conta 35 indagati.

Il provvedimento riguarda uno dei filoni investigativi più complessi degli ultimi anni nella zona delle Preserre vibonesi, dove gli inquirenti ipotizzano, a vario titolo, reati che vanno dall’associazione mafiosa all’omicidio, dal tentato omicidio alle estorsioni aggravate, fino alla detenzione di armi.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagine avrebbe permesso di delineare gli assetti e le dinamiche di potere tra gruppi contrapposti, in particolare quelli riconducibili alle cosche Loielo ed Emanuele, impegnate in una lunga e violenta contesa per il controllo del territorio.

Al centro degli approfondimenti giudiziari figura anche la ricostruzione di episodi di sangue risalenti agli anni scorsi, tra cui l’agguato del 25 ottobre 2012 in cui perse la vita Filippo Ceravolo, rimasto vittima di uno scambio di persona durante un’azione armata che, secondo l’ipotesi accusatoria, era diretta verso altri obiettivi.

L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Catanzaro, si inserisce in un più ampio filone investigativo volto a ricostruire anni di fatti di sangue, estorsioni e disponibilità di armi da guerra sul territorio. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari e dovrà ora affrontare il vaglio del giudice nelle successive fasi processuali.