Polizia, al via il concorso interno per vice ispettori. La proposta: a Vibo i corsi di formazione
Il segretario provinciale del Siulp chiede che la Scuola di Polizia di Vibo, tra le eccellenze del Paese, possa ospitare i percorsi di formazione per gli aspiranti vice ispettori
Sta per prendere il via il concorso interno a 1400 posti di vice ispettore della Polizia di Stato. Un evento per il quale tante professionalità interne al Corpo si stanno preparando. E, proprio in vista di questo appuntamento, parte da Vibo una richiesta molto speciale. Infatti, in una missiva - indirizzata al segretario nazionale del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori polizia) Felice Romano e al segretario regionale Giuseppe Lupia - il segretario provinciale del sindacato di Vibo Valentia, Franco Caso, chiede che la Scuola di Polizia della città, tra le eccellenze del Paese, possa ospitare i percorsi di formazione per gli aspiranti vice ispettori.
La lettera. "Quanto, più specificamente, all’individuazione degli istituti di formazione ove saranno espletati i corsi dei candidati idonei, volevo richiamare - scrive Caso - la tua attenzione affinché possa concretizzarsi quanto più volte affermato nel corso degli ultimi mesi (anche da news della nostra organizzazione sindacale), ovvero che la Scuola di Polizia di Vibo Valentia potrebbe essere presente nella rosa degli istituti di istruzione candidati alla formazione di una aliquota di aspiranti vice ispettori. Tale scelta darebbe giusto merito e riconoscimento agli innumerevoli positivi risultati conseguiti, negli ultimi anni, dall’istituto d’istruzione di Vibo Valentia, divenuto vero e proprio simbolo di efficienza dell’Amministrazione della Polizia di Stato che, a fronte dell’esigua consistenza numerica di personale permanente, costituito da circa 45 poliziotti, forma, con eccellenti risultati tangibili ed unanimemente riconosciuti, oltre 200 allievi per ogni corso".
L'orgoglio. "Peraltro - continua la missiva -, oltre a rappresentare motivo di orgoglio per un territorio che ha grande “fame” e necessità di legalità, la scelta della Scuola di Polizia di Vibo Valentia quale sede formativa rappresenterebbe per i poliziotti - aspiranti vice ispettori -, che vivono e lavorano nelle regioni meridionali del Paese, l’opportunità di continuare ad operare in prossimità dei luoghi in cui vivono e lavorano senza subire inutili ed ingiustificati svantaggi di tipo logistico, affettivo e professionale. Infatti, nella denegata ipotesi in cui la Scuola di Vibo non fosse annoverata tra gli istituti formativi prescelti, i numerosi candidati delle regioni del Sud sarebbero loro malgrado costretti ad allontanarsi dal territorio, dalle famiglie e dalle sedi di lavoro, alla volta delle regioni del Centro-Nord Italia (oltre 500km), atteso che l’istituto vibonese rappresenta l’ultimo baluardo formativo insistente nell’intero territorio meridionale. Premesso quanto sopra, ed al fine di evitare di penalizzare in termini di disagi familiari e logistici tutti gli aspiranti vice ispettori del Sud Italia ed in particolare siciliani, calabresi, lucani, eccetera, chiedo - conclude rivolgendosi al sindacalista nazionale - ed auspico il tuo autorevole e vigile intervento sulla questione".
