Anziana rapinata e uccisa in casa: massacrata di botte perché non voleva consegnare il denaro (FOTO)
Ricostruite nei particolari le dinamiche della cruenta rapina: la donna trova priva di vita sul pavimento della camera da letto con dieci costole fratturate
Sono gravemente indiziati, di aver causato, in concorso tra loro, la morte di un'anziana di ottantotto anni, durante una rapina compiuta con particolare efferatezza, nell'abitazione della donna, a Reggio Calabria il 21 ottobre scorso, le tre persone fermate dalla polizia all'alba di oggi. Si tratta di Massimo Berlingeri, 44 anni di Reggio Calabria, detto "u stuppatu"; Patrizia Caristo 39 anni di Melito Porto Salvo ma domiciliata a Reggio Calabria; Benito Alessandro Bevilacqua, 24 anni, nato a Melito di Porto Salvo ma residente a Reggio Calabria.


Le accuse. Sono accusati di rapina e omicidio preterintenzionale pluriaggravati, posti in essere in pregiudizio di Maria Ficara classe 1929, pensionata di Reggio Calabria, morta a seguito della cruenta aggressione di Massimo Berlingeri e Benito Alessandro Bevilacqua, penetrati proditoriamente nell'appartamento della donna per appropriarsi con violenza di cospicue somme di denaro che l'anziana teneva nascoste in casa, dove i malviventi erano entrati altre volte, in sua assenza, senza riuscire a individuarle. La correa, Patrizia Caristo, risponde degli stessi delitti. A Bevilacqua e alla Caristo sono stati contestati anche alcuni delitti di furto aggravato e ricettazione di beni di provenienza furtiva.
Il delitto ricostruito dalla polizia. Gli investigatori della polizia di Stato appartenenti alla Squadra Mobile di Reggio Calabria, seguendo le direttive di questa Procura della Repubblica, hanno ricostruito, con dovizia di particolari, le dinamiche delittuose della rapina, nel corso della quale l'ottantottenne reggina, sotto i colpi brutali degli aggressori che le hanno fratturato dieci costole, è rimasta priva di vita sul pavimento della camera da letto. Erano stati alcuni familiari a dare l'allarme dell'omicidio dell'anziana il 22 ottobre scorso, al servizio 113 della Sala Operativa della Questura di Reggio Calabria. Costoro avevano rinvenuto il corpo esanime della congiunta all'interno della camera da letto del suo appartamento che era stato completamente messo a soqquadro. Nel corso del primo sopralluogo effettuato dagli investigatori della Squadra Mobile, dai tecnici del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Reggio Calabria e dagli agenti delle Volanti, coordinati sul posto dal magistrato di turno di questa Procura della Repubblica, venivano acquisiti plurimi elementi indiziari che consentivano di prospettare l'ipotesi che il decesso della donna non fosse altro che il tragico epilogo di una violenta rapina. La vittima aveva subito altri furti in casa. Circa la dinamica dell'azione delittuosa, nel corso delle articolate indagini, i poliziotti della Squadra Mobile sono riusciti a ricostruire che quel sabato pomeriggio del 21 ottobre 2017, alle ore 19.10 circa, i rapinatori avevano atteso che la vittima rientrasse dalla messa per introdursi - con qualche macchinazione o usando la forza - all'interno dell'appartamento al fine di costringere l'anziana donna a consegnare loro il denaro che evidentemente non avevano trovato in precedenza, quando in casa non c'era nessuno. Dentro casa, l'anziana avrà tentato di opporre resistenza, rifiutandosi di consegnare ai rapinatori i soldi che aveva messo da parte, sicché veniva sopraffatta dalla forza dei malviventi che l'aggredivano con particolare brutalità fino a fratturale dieci costole, lasciandola esanime sul pavimento della camera da letto.

Le indagini. L'accurata analisi delle immagini riprese dagli impianti di videosorveglianza individuati dagli investigatori della Polizia di Stato nelle vie circostanti al condominio dove era stata commessa la rapina, consentiva di rilevare alcuni passaggi sospetti di due autovetture, una Fiat Multipla di colore azzurro e una Fiat 500 di colore nocciola in uso rispettivamente ai tre soggetti. I veicoli quasi contestualmente, alle ore 18.00 circa, convergevano nella zona del condominio in cui era stato commesso il delitto, pattugliandola ripetutamente, alternando i transiti a soste, fino ad incrociare la vittima, lungo la strada del ritorno, alle 19.10 circa, momento in cui la Fiat 500, con una repentina inversione di marcia, seguiva la malcapitata e veniva raggiunta dalla Fiat Multipla. Dall'attività investigativa, era emerso che gli autoveicoli avevano compiuto frequenti passaggi e soste anche in precedenza. Parallelamente, l'attività tecnica di intercettazione telefonica ed ambientale e di georeferenziazione dei dati consentiva di acquisire ulteriori elementi utili a corroborare il quadro indiziario a carico degli arrestati.
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