La Danimarca ha riaperto le scuole coi banchi a due metri di distanza, la Norvegia è pronta il 20 aprile, la Germania lo farà gradualmente dal 4 maggio, la Grecia farà suonare le campanelle dal 10 maggio, la Francia (nonostante l’ira dei medici) l’11 maggio e anche la Spagna ha deciso di seguire questa linea. E l’Italia? Si ragiona esclusivamente per settembre, seguendo il parere del Comitato tecnico scientifico che vede nelle aule «un nucleo di circolazione del virus particolarmente efficiente», come spiega il virologo Lopalco. Nell’ultimo decreto rimane aperta la finestra del 18 maggio per tornare tra i banchi, ma il governo è conscio che sia un bluff. «Dire una volta per tutte che la scuola resterà chiusa rappresenterebbe uno duro schiaffo per le famiglie. Lasciare aperta l’ipotesi regala una speranza», spiegano fonti qualificate.

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