Una sentenza che mette fine a un lungo silenzio giudiziario, restituendo almeno parzialmente giustizia ai familiari di Giuseppina Zuzzè, l'insegnante di Mussomeli scomparsa a soli 51 anni nel gennaio 2020. Il Tribunale civile di Caltanissetta ha condannato l'Azienda Sanitaria Provinciale (Asp) al pagamento di un risarcimento pari a 348.079 euro in favore della figlia della vittima.

La tragica sequenza di eventi ebbe inizio il 17 gennaio 2020, quando la donna, già affetta dal morbo di Crohn, si presentò al pronto soccorso dell'ospedale "Maria Immacolata Longo" accusando lancinanti dolori addominali. In quell'occasione, però, i sanitari decisero per le dimissioni immediate.

La situazione precipitò il giorno seguente: Giuseppina Zuzzè tornò nel nosocomio nisseno con un quadro clinico ormai compromesso, spegnendosi nella serata dello stesso giorno. Una morte che, secondo quanto accertato nel processo civile, poteva essere evitata.

Sebbene il procedimento penale a carico di tre medici del pronto soccorso si fosse concluso con un'archiviazione — complice anche la mancata esecuzione di un'autopsia nell'immediatezza dei fatti — la magistratura civile ha seguito un percorso diverso. Il collegio peritale nominato dal Tribunale ha infatti riscontrato gravi ritardi e omissioni ingiustificabili nella gestione della paziente.

Per i giudici, l'errore diagnostico e la sottovalutazione dei sintomi durante il primo accesso in ospedale sono stati determinanti nel causare il decesso dell'insegnante.

La sentenza rappresenta un punto di svolta per la figlia della donna, Carmelina Ognibene, che ha portato avanti la causa assistita dai propri legali. Tuttavia, la vicenda giudiziaria non è ancora conclusa: l'Asp di Caltanissetta ha infatti già presentato ricorso in appello contro l'ordinanza di condanna, contestando le conclusioni del tribunale di primo grado.