'Ndrangheta, summit nei cimiteri e fratture interne: la lunga storia del clan (NOMI)
Indagini avviate nel 2025 e coordinate dalla Procura: per l’indagato vale la presunzione d’innocenza

La cosca Lo Bianco–Barba rappresenta oggi una delle realtà più strutturate e radicate della ‘ndrangheta vibonese, con una presenza consolidata nel territorio e un ruolo di primo piano nelle dinamiche criminali della Calabria centrale.
Nata dall’unione delle famiglie Lo Bianco e Barba, la consorteria ha le sue radici nel centro storico cittadino, dove nel tempo ha costruito un sistema di potere capace di influenzare il “Locale” di Vibo Valentia e le sue articolazioni.
Numerose le operazioni giudiziarie che hanno colpito il clan nel corso degli anni, tra cui “Nuova Alba”, “The Goodfellas” e “Insomnia”, fino al maxi-processo “Rinascita-Scott”, che nel 2019 ha portato a centinaia di arresti, confermando il ruolo centrale della cosca negli equilibri mafiosi provinciali. Le indagini hanno ricostruito una fitta rete di relazioni e una struttura gerarchica collegata al cosiddetto “Crimine” di Vibo Valentia e, più in generale, all’organizzazione regionale con base a Polsi.
Tra gli episodi emersi anche un summit tra affiliati tenuto all’interno di un cimitero, durante il quale sarebbero stati discussi ruoli e strategie. Un momento che avrebbe segnato anche una frattura interna, con la rottura dei rapporti con il gruppo Pardea–Ranisi.
Sul piano giudiziario, diversi esponenti di vertice risultano detenuti in regime di 41-bis. Tra questi Paolino Lo Bianco ed Enzo Barba, coinvolti in procedimenti per associazione mafiosa, estorsioni e altri reati aggravati dal metodo mafioso, anche nell’ambito dei processi “Imponimento” e “Insomnia”. Nonostante i colpi inflitti dalla magistratura, la cosca continua a rappresentare un punto di riferimento nel panorama criminale locale, segno di una struttura capace di resistere e riorganizzarsi nel tempo.
