Tanta gente in fila. Ordinatamente. Occhi lucidi, sguardi in alcuni casi persi nel vuoto in altri, rivolti verso l'abitazione di Jole Santelli. Cosenza si è risvegliata così. Incredula, avvolta da uno strano torpore e da quel desiderio  - comune dinanzi a una morte inattesa - di scacciare la realtà il più lontano possibile, pur nella consapevolezza dell'arido vero.

Jole Santelli, d'altronde, la "pasionaria", al di là di tutto, in questi mesi non aveva fatto lesinare la sua presenza. Aveva lottato de visu - pur gravemente malata come risaputo da tempo - per rappresentare all'Italia ed al mondo una Calabria positiva, pronta a scacciare lontano le nubi del suo passato e purtroppo anche del suo presente. I fatti chiaramente le avevano spesso dato ragione. Durante il lockdown, la governatrice aveva guadagnato una postazione di rilievo su tutti i media nazionali, la Calabria - al di là delle opinioni soggettive - aveva acquisito centralità. Vederla in televisione, molto spesso, a tarda sera, lottare per la propria terra la rendeva amabile anche a chi non ne condivideva il pensiero politico e la matrice ideologica di provenienza. Gli scontri, spesso, con lei divenivano confronti, dibattiti. Difficile inveire contro Jole Santelli anche per i più agguerriti oppositori del centrodestra.

A proposito, era nata da uno scontro pesante e inatteso la sua candidatura, ma dal giorno in cui aveva accettato di mettersi in gioco, la futura presidente non si era certo risparmiata. E le urne le avevano dato ragione.

Ovviamente, la sua era una coalizione politica con i partiti a farla da padroni e a rivendicare poltrone. Eppure, la Santelli non aveva eseguito il compitino in silenzio. Pur stretta nelle logiche dei partiti, aveva comunque saputo proporre dei nomi altisonanti e puntare su alcune figure di rilievo. Su tutte capitano Ultimo, collocato in un settore cruciale come l'Ambiente, senza tralasciare la ricercatrice Sandra Savaglio all'Istruzione e lo stesso Nino Spirlì al quale rimarrà l'onere di riportare la Calabria al voto.

Sul fronte della trasparenza, quantomeno lei si era mantenuta sempre al di sopra di ogni sospetto, anche dinanzi alle indiscrezioni, alle inchieste giudiziarie, agli atti di indagini ancora secretati che lasciavano qualche dubbio sul Consiglio regionale appena eletto.

Eppure non è stato facile resistere a lunghi mesi di imprevisti. Anche e soprattutto per la battaglia coriacea contro il male che aveva invaso il suo corpo. Anche per questo la gente in fila sotto la sua abitazione e tante altre persone l'hanno amata fino alla fine. E questa mattina, in maniera composta, hanno deciso di recarle un omaggio sincero. In silenzio e con le lacrime agli occhi.