Soldi confiscati alla 'ndrangheta, indagato funzionario del Tribunale
L'ipotesi investigativa è che il funzionario abbia predisposto un atto con la richiesta di restituzione della somma, inviato a Equitalia Giustizia

Quasi un milione di euro di beni confiscati che, secondo l'accusa, avrebbero dovuto essere restituiti a un soggetto ritenuto vicino alla 'ndrangheta. È al centro dell'inchiesta della Procura di Milano che vede indagato un funzionario amministrativo dell'Ufficio gip del Tribunale milanese per tentata truffa e falso con l'aggravante mafiosa. Secondo la Direzione distrettuale antimafia, il dipendente, 55 anni, avrebbe tentato di disporre lo sblocco di 989mila euro, parte di una somma complessiva di circa 2 milioni congelata nel Fondo unico giustizia dopo una confisca definitiva. La contestazione riguarda una presunta condotta realizzata in concorso con un quarantenne condannato in via definitiva per associazione mafiosa e per avere favorito la latitanza del boss Domenico Condello.
L'ipotesi investigativa è che il funzionario abbia predisposto un atto con la richiesta di restituzione della somma, inviato a Equitalia Giustizia. L'ente, non riscontrando l'esistenza di un provvedimento giudiziario che autorizzasse lo sblocco del denaro, ha chiesto chiarimenti alla presidenza della sezione Gip, facendo scattare gli accertamenti. I carabinieri hanno successivamente eseguito una perquisizione e acquisito documentazione nell'ufficio del dipendente. Le verifiche, coordinate dalla Dda, riguardano anche l'eventuale presenza di altre irregolarità nella gestione di procedure relative a beni sequestrati e confiscati. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dovranno essere accertate in sede giudiziaria.
