Crotone, 107 lavoratori a rischio licenziamento: "Intervenga il ministero del Lavoro"
"Aprire un tavolo tecnico presso il ministero del Lavoro per occuparsi del destino di 107 lavoratori del sito industriale di Crotone della società 'Abramo Customer Care', impegnati nella gestione della commessa 'Roma Capitale' aggiudicata alla società di servizi 'Consorzio Leonardo'. Essendo stato comunicato l'avvio della procedura di licenziamento, è necessario assicurarsi che il nuovo appaltatore applichi le clausole sociali, assorbendo i lavoratori che hanno lavorato in questi anni alla commessa e mantenendo l'attività a Crotone, nel rispetto del criterio di territorialità". È quanto afferma la deputata calabrese di Fratelli d'Italia Wanda Ferro, che spiega: "Ancor di più in un momento di crisi come questo del post-covid, deve essere prioritario salvaguardare più di cento posti di lavoro, che questa parte del territorio calabrese non può permettersi di perdere. Per questo chiediamo che il governo attivi immediatamente un tavolo di crisi che coinvolga le aziende e i sindacati".
L'intervento dei sindacati. Ad intervenire sulla vicenda anche le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, che dopo aver ricevuto la comunicazione di apertura dei licenziamenti collettivi affermano: "L’attenzione – dicono dalle segreterie - è sempre stata altissima su questo appalto e lo dimostrano le numerose richieste di incontro effettuate con i committenti, con i subentranti e in ultimo anche con la stessa azienda. Consorzio Leonardo si è aggiudicato il bando di gara per gestire la commessa Roma Capitale (e non solo) che impatta 107 lavoratori sul territorio di Crotone, ed è stato proposto nel frattempo anche un ricorso avverso l’aggiudicazione che è stato vinto dal Consorzio, pertanto è stata confermata l’aggiudicazione. Ma non sono intenzionati ad applicare la clausola sociale ma a offrire il mantenimento su Roma. I lavoratori del sito di Crotone con contratti per lo più di 20 ore settimanali si troverebbero davanti a un trasferimento a più di 600 km che li farebbe di certo rinunciare al posto di lavoro".
"Inopportuna" la procedura di licenziamento collettivo. "Come già accaduto più volte nel 2019 e nel 2020 - afferma Alberto Ligato, segretario regionale della Slc Cgil Calabria - e come affermato nel comunicato unitario del 26 agosto a firma delle segreterie regionali calabresi, vigileremo affinché venga correttamente applicata la clausola sociale nei call center in modo tal che vengano garantiti i livelli occupazionali". Secondo Ligato, alla luce delle dichiarazioni di applicazione di clausola sociale fatte dall’azienda subentrante, risulta "quantomeno inopportuna" l’apertura di una procedura di licenziamento collettiva, considerato che "come di consuetudine consolidata le clausole sociali si concludono con il passaggio in seguito a dimissioni volontarie, sia Abramo che il territorio di Crotone dovrebbero averne ricordo visto che meno di un anno fa sono stati coinvolti in questa procedura 23 lavoratori".
