L'associazione antimafia si appella ai Comuni della provincia per chiudere misure appropriate ed efficaci

La provincia più povera d'Italia e allo stesso tempo una di quelle con la più elevata densità criminale. Una dato conosciuto e per nulla contrastante. A preoccupare è ora un terzo fattore: la diffusione del gioco d'azzardo sul territorio vibonese dove imperano le slot machine e le videolottery. Un fenomeno particolarmente allarmante che ha attirato l'attenzione del coordinamento provinciale di Libera, l'associazione antimafia guidata da don Luigi Ciotti.

Doppio rischio. Si tratta infatti di un fenomeno che da una parte alimenta gli interessi della criminalità organizzata che trae profitti dalla manomissione delle macchinette e dall'uso di queste per riciclare denaro mentre dall'altra crea dipendenza compromettendo la salute psichica e fisica delle persone colpite che, in alcuni casi, può determinare l'impoverimento dei malati patologici e delle loro famiglie con il rischio di divenire vittime di usura ed estorsioni.

La richiesta. Al fine di limitare e disciplinare l’uso e l’istallazione delle slot machine, il coordinamento di Libera Vibo si appella ora ai singoli Comuni della provincia per chiedere loro di dotarsi, attraverso regolamenti o ordinanze, di misure appropriate ed efficaci che disciplinino in senso restrittivo l'attività di gioco d'azzardo autorizzata sul territorio cittadino, recependo in particolare le limitazioni introdotte in analoghi strumenti già vigenti in numerosi ordinamenti comunali. Provvedimenti concreti ed opportuni che possano prevedere delle distanze di sicurezza rispetto a luoghi sensibili (scuole, istituti bancari, centri di aggregazione giovanile ecc), l’introduzione di limitazioni orarie all’apertura delle sale da gioco e di pubblicità del gioco d’azzardo.
"Purtroppo, al momento, nonostante la richiesta, già avanzata, a qualche Comune del vibonese di adottare tali misure, non abbiamo ottenuto - sottolinea Libera - gli esiti sperati. Eppure, si tratta di provvedimenti a costo zero che darebbero un forte segnale da parte dei Comuni nella loro volontà di dimostrare da che parte stanno nel contrasto al gioco d’azzardo e ai profitti che la criminalità organizzata trae da esso".