Trasfusionisti contro Scura: "Rivedere il decreto di riordino della rete"
L'accusa: "Attualmente le dotazioni logistiche, tecnologiche e di personale, in molte strutture sono al di sotto dei limiti di sicurezza"
E' una rivolta in piena regola e che si estende a macchia d'olio. Sono partite da Vibo Valentia le proteste dei primari contro il decreto di riordino della rete ospedaliera passando poi da Lamezia Terme, adesso sono i trasfusionisti calabresi a chiedere il ritiro del decreto 30 considerato in contrasto con quanto previsto per le attività trasfusionali ospedaliere dal Decreto Ministeriale 2 aprile 2015 n. 70 “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera”, la cui applicazione è compito prioritario della Struttura Commissariale.
Le ragioni. Nel decreto n. 70 le attività trasfusionali negli ospedali sono possibili solo secondo due modalità - viene spiegato nel documento - con l'emoteca, prevista per ospedali di base con bacino d’utenza tra 80 e 150 mila abitanti ove sono presenti i reparti di medicina, chirurgia, ortopedia, anestesia e pronto soccorso o attraverso il servizio trasfusionale e di immunoematologia negli Ospedali di I e II livello, che nella nostra Regione sono gli 8 ospedali definiti come Spoke ed i 3 ospedali definiti come Hub.
Non è prevista, pertanto, nessuna altra modalità di erogazione della attività, perché in contrasto con le norme e perché comporterebbe una riduzione di qualità e sicurezza.
Le richieste. Le autorità, ognuna per le proprie competenze, provvedano a ritirare/modificare il decreto in oggetto ed a ri-programmare le attività trasfusionali, indispensabili per il mantenimento e lo sviluppo delle discipline mediche e chirurgiche più complesse. La Regione, per rispondere alle esigenze dei sanitari e dei pazienti, non deve limitare ma supportare l’attività dei Servizi Trasfusionali, attraverso una organizzazione funzionale, assicurando dotazioni logistiche, tecnologiche e di personale, atteso che in molte strutture le carenze attuali sono al di sotto dei limiti di sicurezza.
Inoltre, non è da sottovalutare ai fini della pianificazione di tutte le attività trasfusionali, la grave carenza dei Direttori di Struttura: a tutt’oggi mancano nei 3 ospedali di II livello ed in 6 di I livello. (Cz1)
