Fatture false per truffare lo stato, in 36 rischiano processo (NOMI)
Nello scorso mese di gennaio scattarono sei misure cautelari, eseguite dalla Gdf di Crotone, nell'ambito di un inchiesta "Krimata", coordinata dalla Dda che puntò a sgominare una presunta organizzazione, vicina alle cosche pitagoriche, che avrebbe portato diverse imprese cartiere del settore edile ad emettere fatture false per 5 milioni di euro in favore delle aziende della sanità privata e non solo del gruppo Marrelli di Crotone, al fine di frodare lo Stato e fare intascare rimborsi Iva non dovuti. Ebbene, nell'ambito di quell'inchiesta, sette persone hanno scelto di farsi giudicare con il rito abbreviato, due hanno patteggiato la pena. Tutte le altre rischiano il processo. Ieri è terminata la seconda udienza dinanzi al gup di Catanzaro ed è stato richiesto il rinvio a giudizio per Carmine Amoruso, Cinzia Bruno, Doria Bruno, Antonio Costantino, Virgilio D’Oppido, Antonio De Luca, Renato De Silva, Mario De Vicariis, Antonio Esposito, Antonio Franco, Nicola Franco, Maria Luisa Garista, Giuseppe Guarino, Maria Carolina Guarino, Giovanni La Face, Luca Laino, Francesco Leto, Giuseppe Maggio, Ion Mardari, Fabiola Marrelli, Lorenzo Marrelli, Giovanni Aldo Mellino, Luigi Muto, Santino Muto, Mario Napolitano, Vincenzo Panaia, Francesco Quattromani, Antonio Ranieri, Vincenzo Rappoccio, Filomena Rodio, Francesco Rondinelli, Maria Rondinelli, Francesco Savoia, Giuseppe Turrà, Anna Maria Veltri e Gregorio Viscomi.
