Vibo sotto assedio: il fronte progressista invoca una risposta corale contro l’assedio dei clan
Dopo le minacce all'assessore Talarico e l'ondata di intimidazioni ai privati, i partiti del Campo largo chiedono un vertice straordinario con le istituzioni per spezzare il clima di terrore.
Non più episodi isolati, ma una vera e propria strategia della tensione che sta soffocando la città e la sua provincia. È questo il grido d’allarme lanciato dalle forze dell'Area Progressista (PD, Movimento 5 Stelle, SI/AVS, Più Europa e Casa Riformista) di fronte alla preoccupante escalation di violenza criminale che ha colpito il territorio nelle ultime ore.
Al centro dell'ultimo grave episodio c'è Marco Talarico, assessore del Comune di Vibo Valentia, destinatario di una pesante lettera minatoria. Ma il mirino della criminalità non si ferma alla politica: numerosi imprenditori locali sono finiti nel vortice di attentati e intimidazioni, segnale di una "inusitata e non più tollerabile recrudescenza" delle organizzazioni malavitose.
In una nota congiunta, i gruppi dirigenti della coalizione hanno espresso piena solidarietà a Talarico e a tutti i cittadini colpiti, sottolineando come la gravità del momento richieda di superare gli steccati di parte: "È indispensabile che l’intero mondo della politica condanni con un’azione unitaria e senza riserve queste azioni criminose. Non possiamo più permetterci di derubricare ogni attentato a caso singolo".
Per i progressisti, la risposta dello Stato deve essere immediata e, soprattutto, diversa dal passato. Non bastano più gli interventi ordinari: serve una mobilitazione straordinaria da programmare nelle prossime ore, che veda fianco a fianco le istituzioni locali e i vertici della legalità statale.
L’obiettivo non è solo fare luce sui singoli reati, ma restituire quella serenità necessaria a chi, ogni giorno, svolge la propria missione istituzionale o professionale in un territorio già stremato da crisi sociali ed economiche.
Il clima di emergenza che avvolge il capoluogo vibonese si inserisce in un contesto già fragile, appesantito dalle incertezze nazionali e internazionali. Secondo i gruppi dirigenti del fronte progressista, senza una reazione collettiva e coraggiosa, il rischio è quello di un "affondamento irreparabile" dell'intera comunità.
"La dignità della nostra popolazione non può essere ostaggio della criminalità", conclude la nota. Ora la palla passa alle istituzioni: la richiesta di un "fronte comune" è sul tavolo, e la città attende segnali concreti per tornare a respirare
