Brexit, il procuratore Gratteri: "Un possibile vantaggio per la 'ndrangheta"
L'allarme lanciato del procuratore capo di Catanzaro sui rischi nella lotta alla criminalità organizzata che ha trovato nel Regno Unito terreno fertile per gestire i profitti
"La Brexit potrebbe sicuramente rendere inutilizzabili tutta una serie di strumenti e di principi di riconoscimento giuridico che oggi sono alla base della cooperazione" nella lotta ai traffici illeciti e che, per quanto non facile, ha consentito di conseguire un buon numero di successi". L'ha detto Nicola Gratteri, procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, che in un'intervista al Sole 24 Ore ha parlato delle possibili conseguenze sul contrasto della criminalità dopo l'uscita di Londra dall'Ue."Con la Brexit, ha spiegato Gratteri agli inviati Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi, nell'ambito dell'inchiesta on line 'Fiume di denaro nel Regno Unito, dovranno, infatti, essere rinegoziati e successivamente ratificati e implementati accordi bilaterali con l'Unione e gli Stati membri per non perdere, ad esempio, il mandato di arresto europeo e tornare all'epoca dei lunghi e complicati processi estradizionali. Fuori dall'Ue, Londra potrebbe non avere accesso a Europol o a Eurojust. Una perdita di capacita' di risposta che unita allo spazio temporale necessario per le negoziazioni di nuovi accordi bilaterali costituira' un vantaggio enorme per la criminalita' di ogni genere e matrice.
Le conferme. Nel corso degli ultimi anni - ha detto ancora il capo della Dda di Catanzaro le indagini condotte in Italia hanno fornito conferme a queste ipotesi mettendo in luce come la ’ndrangheta abbia individuato nel Regno Unito un terreno fertile per poter mettere a frutto e gestire i suoi immensi profitti. Nel 2012 a Londra venne tratto in arresto un commercialista milanese che, per conto della cosca Bellocco di Rosarno e mediante le società da lui stesso costituite nel Regno Unito, favoriva il riciclaggio di milioni di euro dell'organizzazione criminale.
Nel febbraio 2013 la Dda di Reggio Calabria colpì gli interessi della ‘ndrina Iamonte di Melito Porto Salvo.Le indagini svelarono i rapporti della cosca con esponenti politici a livello locale e non solo. Fra gli arrestati ne figurava uno che risultava avere una residenza a mezz'ora di metropolitana da Buckingham Palace. Nel febbraio del 2015 si scoprì che un soggetto legato ai Nirta-Strangio aprì una società, del tutto fasulla, una di quelle che la Guardia di finanza definirebbe “cartiera” o “shell company”, al medesimo indirizzo londinese dove risultava falsamente risiedere la la persona arrestata due anni prima e affiliata agli Iamonte.
