C'è una nuova legge in discussione alla Camera dei Deputati che proprio non va giù a Forza Italia. E' la nuova legge sul voto di scambio, una norma uscita dalla commissione giustizia di Montecitorio che fa discutere soprattutto i parlamentari di Silvio Berlusconi. Nel mirino c'è principalmente un emendamento che punta a punire tutti quei politici che prendono voti da mafiosi o intermediari mafiosi. Un classico in Calabria per come emerso da diverse inchieste giudiziarie condotte dal Pollino allo Stretto dalle Direzioni distrettuali antimafia di Catanzaro e Reggio Calabria e che - non di rado - ha portato allo scioglimento dei Consigli comunali per condizionamenti e infiltrazioni della 'ndrangheta. Che una legge sia necessaria per fare anche da deterrente è pacifico ma a Forza Italia questo testo non piace proprio. Lo giudica in estrema sintesi poco garantista e troppo giustizialista.




L'emendamento. Non è necessario che l’appartenenza ai clan di questi “grandi elettori” sia nota oltre ogni ragionevole dubbio, come invece prevedeva la legge uscita dal Senato. Del resto – è il ragionamento dei 5 stelle – gli accordi tra politici e boss si giocano sul filo dell’ambiguità. Nessuno va ad offrire voti presentandosi come esponente di Cosa nostra, ‘ndrangheta o camorra.  Con la legge approvata al Senato si poteva punire solo il politico che accetta voti “da parte di soggetti la cui appartanenza alle associazioni di cui all’articolo 416 bis sia a lui nota“. A Montecitorio, dunque, hanno fatto saltare quelle tre parole, quel “sia a lui nota“. In Forza Italia ora si chiedono quasi all'unisono: “Come si fa a sapere che uno è mafioso se non ce l’ha scritto in faccia? Io non sono tenuta a sapere se uno è mafioso".

La reazioni calabresi. Tra i più attivi nel dibattito - secondo quanto scrive il "Fatto Quotidiano" - si registrano due parlamentari calabresi, Jole Santelli e Roberto Occhiuto. La coordinatrice regionale di Forza Italia in Calabria non le manda a dire e si chiede: “Ma chi sono i soggetti appartenenti alle associazioni di cui all’articolo 416-bis? Ipoteticamente con questa legge è un problema parlare con una persona che magari ha dei legami ma che poi non è indagato. La verità è che quest’aula è sempre influenzata dall’accento di chi interviene. Ci sono colleghi eletti in Lombardia che ritengono di non essere toccati da questi problemi. Ma non è così. La Lega non può assistere inerme a questo scempio. I colleghi della Lega, avendo incassato la legittima difesa ritengono di doversi prendere questo schifo”. Gli fa sponda Occhiuto secondo il quale la legge del voto di scambio “scoraggia l’attività politica sul territorio e condanna molte zone all’isolamento. Chi andrà ad avvicinare certi cittadini, a fare campagna elettorale in zone come la Sicilia, la Campania, la Calabria?”.