La Calabria non è più una regione caratterizzata dall'emergenza Coronavirus. Meno di dieci casi negli ultimi trenta giorni: questo è il dato più confortante, dopo due mesi difficilissimi, quelli di marzo e aprile, fino all'inizio di maggio. Chiudono dunque le Unità di Crisi delle Prefetture, restano tutti i controlli per bloccare sul nascere eventuali nuove catene di contagio.

Resta alta l’attenzione sul territorio con controlli e tamponi per bloccare sul nascere nuove eventuali catene di contagio, come accaduto a Palmi dove nelle scorse ore si è subito accertata la positività di due persone provenienti dall’Emilia Romagna.

Ulteriori dettagli vengono forniti dalla decima revisione del report epidemiologico sull’emergenza COVID-19 in Calabria, realizzato dal Settore 9 del Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie.

Il documento contiene, come sempre, l’analisi dei dati a partire dall’inizio dell’epidemia in Calabria (29 febbraio 2020), con un focus riferito alla settimana 1-7 giugno 2020; in tale periodo si conferma il netto decremento nel numero dei casi dimessi/guariti (+54), rispetto al solo nuovo caso confermato (+1), nessun incremento nel numero dei deceduti, mentre il numero dei casi attivi è sceso a 91 (-53).

Il rapporto in termini percentuali tra “nuovi casi confermati/giorno” e “nuovi soggetti sottoposti a test “risulta essere in assoluto uno dei più bassi d’Italia (valore mediano 0,1%). In altri termini, nel periodo tra il 17 maggio e il 7 giugno è stato rilevato un nuovo caso confermato ogni circa 1000 tamponi effettuati.

Il Rapporto di trasmissione Rt (detto anche rapporto di replicazione), valore mediano a 14 giorni, ottenuto imputando i dati delle curve epidemiche negli ultimi 15 giorni, basato su data inizio sintomi e riferito al periodo 18 – 31 maggio, è pari a zero.