Rompe gli indugi Antonio Lo Schiavo, si tira fuori dalla mischia, prende carta e penna e scrive quello che pensa dell'attuale situazione politica nella città di Vibo Valentia. "Penso sia arrivato il momento di fare chiarezza  - sbotta Lo Schiavo -. La questione di Vibo non riguarda la mia candidatura a sindaco (che non ho mai tra l’altro avanzato, avendo evitato qualunque personalizzazione e manifestato invece la disponibilità a fare non uno ma cento passi indietro)" . Il problema riguarda oggi "la stessa esistenza del pd , della sinistra, dell’area progressista nel vibonese . Nella città di Vibo l’amministrazione comunale termina anticipatamente il suo mandato per dissidi tutti interni alla compagine di centrodestra, ma il centrosinistra non solo non sfrutta il vantaggio politico, ( come accaduto con l’elezione di Franco Sammarco ) ma grazie ad una strategia scientifica e studiata, lavora al proprio interno per indebolire l’unica alternativa politica possibile, che è quella di mettere in campo una propria visione e idea di città, partendo dall’esperienza di chi in questi anni è rimasto coerentemente all’opposizione". "Rinunciare a fare questo, dando invece priorità ad alleanze con chi di quell’amministrazione ne ha fatto parte da protagonista, significa volere cancellare la propria identità, far scomparire l’area civica e politica che guarda al mondo progressista, privandola di riferimenti .Significa far passare il messaggio che a vibo , in fondo , non si potrà mai avere un meccanismo di alternanza, perché alla fine le file del gioco le tirano sempre gli stessi attori.  Ora però basta ipocrisie . Basta politichese.  Per quanto mi riguarda non esiste nessuna grande coalizione che possa avere come collante la propria rivalità verso singole persone . Questo è solo un modo per tenere insieme pezzi di ceto politico che non hanno nulla in comune se non un accordo di respiro elettorale". "Esiste invece un’altra strada , fatta di gente che ha una dignità, che non si piega alle solite furbizie, che vuole costruire un’ alternativa a questo modo di intendere la politica. Non è in gioco solo il rinnovo dell’amministrazione di vibo , è in ballo la ricostruzione dell’area politica dei democratici e dei progressisti a vibo e nella regione Calabria, tenuta in ostaggio, in questi da anni , da personaggi che non intendono ancora farsi da parte .  Io ho scelto da che parte stare, l’ho fatto in questi anni senza chiedere o ottenere nulla in cambio e senza l’ansia di dovere costruire carriere. Comunque vada  - conclude Lo Schiavo - continuerò a mantenere fermi i miei principi".