La protesta ieri a contrada Castelluccio dove erano presenti anche i parlamentari Bruno Censore (Pd), Roberto Occhiuto (FI) e Dalila Nesci (M5S)

L'avevano annunciato, dopo mesi di denunce, e così ieri sono scesi in campo per ribadire che il carcere di Vibo vive ormai una situazione di emergenza. In tutto 408 detenuti, di cui 230 appartenenti alla criminalità organizzata, a fronte di 137 agenti. Numeri chiari ed espressione di un disagio su cui il Sappe chiede risposte. Numeri che ieri sono stati illustrati nel corso del sit-in davanti davanti al penitenziario di località Castelluccio.

La denuncia. Il dato sul rapporto tra personale e detenuti è, per quanto riferito dal Sappe, di un agente ogni tre detenuti, pari al 33%. Sempre secondo il Sindacato, nel resto della Calabria la percentuale in questione sale al 52%, mentre la media italiana è del 66%. Una situazione su cui da mesi il Sappe lancia appelli: se, infatti, nel 2001 la dotazione era di 202 unità, quella attuale ne prevede sole 140, ben 60 unità in meno. Un Istituto, inaugurato nel 1997, dove svolgevano servizio ben 257 unità di Polizia Penitenziaria mentre oggi su 408 detenuti operano solo 137 unità Polizia penitenziaria, con un rapporto di 1 agente per 3 detenuti.

L'appello. Da qui, la plateale protesta di ieri pomeriggio del Sindacato autonomo Polizia alla quale hanno partecipato i parlamentari Bruno Censore (Pd), Roberto Occhiuto (FI) e Dalila Nesci (M5S). Forte la denuncia del segretario provinciale Sappe Francesco Ciccone che ha spiegato come "nonostante la mobilitazione dei mesi scorsi ancora nessuno sia intervenuto, così come nessuna soluzione sia stata trovata dal Dipartimento". Ciccone ha anche spiegato come "in molti casi per assicurare i circa 1200 trasferimenti all’anno di detenuti spostati per processi, visite o permessi, viene utilizzato il personale interno al penitenziario abbassando i livelli minimi di sicurezza". Da ora in poi, il sindacato non intende però più stare a guardare e a subire "perchè se il Dipartimento non modificherà la pianta organica andremo avanti ad oltranza".

I parlamentari. Occhiuto, Censore e Nesci hanno infine annunciato un’interrogazione a risposta scritta per chiedere chiarimenti e risposte.

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