Tre anni dopo l'esplosione che provocò la morte di tre operai che si trovavano sul braccio meccanico di un silos, nell'area industriale di Lamezia Terme, il pubblico ministero Luigi Maffia ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone, finite nell'inchiesta che scaturì in seguito allo scoppio per via del quale il 12 settembre 2013 persero la vita Daniele Gasbarrone di Latina, Alessandro Vercelli di Velletri ed Enrico Amati di Val di Chiana.

Il pubblico ministero. Le richieste del pm lametino - come si legge questa mattina dalle pagine della Gazzetta del Sud -  riguardano i fratelli Maurizio e Salvatore Martena, rispettivamente, amministratore unico dell'Ilsap e gestore dello stabilimento nell'area industriale della Piana di Sant'Eufemia. Sono accusati di cooperazione nel delitto colposo e di violazione delle misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Tra gli indagati figurano pure Guido Angiello, che eseguiva i lavori di manutenzione dell'impianto  esploso e Francesca Angiello, della Aurelia service srl. Il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Francesco Mirarchi, direttore dei lavori. Quest'ultimo, a giudizio dell'accusa, avrebbe realizzato opere in una zona sottoposta a vincolo ambientale senza le necessarie autorizzazioni.