'Ndrangheta a San Ferdinando, iniziato il processo d'appello per i 23 imputati in abbreviato
Si parte dai 300 anni di carcere inferti in primo grado dal gup di Reggio Calabria. Alla sbarra il capocrimine Gregorio Malvaso della cosca Bellocco-Cimato
E' iniziato ieri mattina il processo d'appello per gli imputati nel processo "Eclissi", procedimento della Distrettuale antimafia di Reggio Calabria contro le cosche di San Ferdinando. I 23 imputati che hanno scelto il rito abbreviato sono comparsi davanti alla Corte d’appello di Reggio Calabria.
La sentenza di primo grado Si parte dai 300 anni di carcere inferti in primo grado dal gup di Reggio Calabria. La procura generale e il collegio difensivo hanno avanzato richiesta di riapertura dell’istruttoria dibattimentale. Nell’udienza del 20 marzo prossimo, la Corte scioglierà la riserva sulla richiesta delle difese, mentre nella successiva seduta si procederà alla requisitoria della procura generale e alle arringhe difensive.

I capi bastone Alla sbarra il presunto capocrimine Gregorio Malvaso, legato alle ‘ndrina Bellocco-Cimato, condannato a 20 anni di carcere, così come Giuseppe Gioffrè, Antonio Cimato, Giuseppe Pantano e Giuseppe Albano. «Il procedimento – si legge nelle motivazioni alla sentenza di primo grado – ha permesso di visualizzare la presenza a San Ferdinando, località limitrofa a Rosarno, di soggetti appartenenti alla ‘ndrine dei Bellocco e dei Pesce, rispettivamente riconducibili alla famiglia Cimato e a quella Pantano».
Le accuse Una cittadina, quella portuale della Piana di Gioia Tauro, in mano alle cosche, secondo il gup reggino. Le accuse contestate dal procura antimafia, rappresentata dal pm Giulia Pantano, sono a vario titolo, quelle di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamenti, possesso e uso di armi da guerra, traffico di stupefacenti, condizionamento delle istituzioni, infiltrazioni ‘ndranghetista nell’amministrazione comunale di San Ferdinando finalizzate al controllo di autorizzazioni e appalti.
In ordinario Nel processo in ordinario che si sta celebrando a Palmi, sono imputati l’ex sindaco Domenico Madafferi, il suo vice Santino Celi e il consigliere di minoranza Giovanni Pantano. A seguito delle indagini nei confronti dei soggetti ritenuti appartenenti ai due clan, la Dda sarebbe riuscita a ricostruire il complesso sistema di interessi che i due gruppi criminali gestivano, giungendo perfino a controllare in maniera del tutto organica, i principali gangli dell’amministrazione comunale, assoggettando il Municipio attraverso propri rappresentanti diretti.
