'Ndrangheta e politica, il sistema della Curva dell'Inter nell'inchiesta della Digos
La Curva Nord dell’Inter è finita nel mirino della Digos, che sta cercando di fare luce su affari e traffici. Ne parla il Fatto Quotidiano, partendo da un’associazione nata per organizzare eventi benefici che in realtà è solo una facciata legale dove inserire nel consiglio due europarlamentari, Carlo Fidanza di Fratelli d’Italia e Silvia Sardone della Lega, entrambi non indagati, «per darle più credibilità» e parlare con i vertici dell’Inter, visto che le società di calcio non possono per legge interloquire con gli ultras. L’associazione è We are Milan che, secondo la Digos, almeno fino al marzo scorso è nella disponibilità piena del direttivo della Curva Nord che la usa anche per raccolte fondi, investendo denaro di dubbia provenienza, e per far ottenere misure alternative agli ultras arrestati o condannati.
Stando a quanto riportato dal Fatto Quotidiano, l’inchiesta della procura di Milano è aperta. Si parla di una gestione “criminale” della curva diretta da un gruppo ristretto, un cerchio magico formato da otto persone che ogni giovedì si riunisce al ristorante e che è formato ad esempio da Bosetti, Boiocchi, Beretta e Pedrazzoli, leader degli Irriducibili e membro del movimento di estrema destra Lealtà Azione. Questa organizzazione è divisa per settori, ci sono gli affari e l’ala militare. La Digos parla di un modo di rapportarsi con l’Inter e le richieste avanzate seguono «una logica di stampo mafioso» con «tentativi di intimidazione finalizzati al raggiungimento di illeciti scopi».
