Accusato di aver ucciso il titolare di un villaggio turistico del Vibonese: si apre una nuova fase giudiziale (NOMI)
Annullata l’inammissibilità della Corte d’Appello: ora il giudizio dovrà essere celebrato in contraddittorio

Non entra nel merito della condanna, ma cambia radicalmente il percorso processuale: la Corte di Cassazione riapre uno spiraglio per Giacomo De Salvo, 50 anni, originario del Vibonese, condannato in via definitiva per omicidio preterintenzionale per la morte di Rocco Sainato, deceduto dopo circa sedici mesi di coma vegetativo a seguito delle lesioni riportate nell’ottobre 2011. E' quanto scrive “il Quotidiano del Sud” di oggi. De Salvo ritenuto responsabile dell’omicidio preterintenzionale di Rocco Sainato, titolare del villaggio “Eden” a Capo Vaticano.
Con la sentenza n. 4514/2026, pronunciata lo scorso 13 gennaio, la Quinta Sezione penale ha annullato senza rinvio l’ordinanza con cui la Corte d’Appello di Napoli aveva dichiarato inammissibile, per la seconda volta, l’istanza di revisione avanzata dalla difesa.
Il nodo è strettamente procedurale: secondo la Suprema Corte, una volta annullata una declaratoria di inammissibilità adottata “de plano”, il giudice del rinvio non può reiterare la stessa decisione con rito sommario, ma deve aprire il giudizio di revisione nelle forme ordinarie, garantendo il contraddittorio tra le parti. La nuova ordinanza è stata ritenuta affetta da nullità assoluta per mancata citazione dell’imputato e del difensore.
L’istanza di revisione si fonda su due elementi ritenuti nuovi dalla difesa: una consulenza tecnica sulle tracce ematiche e le dichiarazioni confessorie rese in sede di indagini difensive dall’allora coimputato Mihalache Nicolae George, che avrebbe ammesso di aver sferrato il colpo mortale.
Gli atti tornano ora alla Corte d’Appello di Napoli, che dovrà celebrare il giudizio di revisione valutando nel merito le nuove prove. Non è ancora una riapertura sostanziale del processo, ma l’avvio formale della fase dibattimentale. Per De Salvo si apre così una nuova fase giudiziaria, dopo la condanna definitiva del luglio 2023.
