Rimborsopoli: la Regione non si costituisce parte civile contro De Gaetano e Fedele
Partito il processo a carico dei due ex assessori regionali ai Trasporti. La Regione resta a guardare nonostante la Procura l'abbia indicata come parte offesa
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Partito il processo "Rimborsopoli" a Reggio Calabria che vede imputati gli ex assessori regionali Nino De Gaetano e Luigi Fedele. Entrambi gli esponenti politici sono accusati di aver distratto i fondi destinati ai Gruppi politici del Consiglio regionale della Calabria spendendoli per fini personali e per nulla legati ad impegni istituzionali. La Regione Calabria ed il Consiglio regionale della Calabria hanno perso l'ultima occasione per costituirsi parti civili nel processo penale, sebbene individuati da tempo dalla Procura di Reggio Calabria come parti offese.

Ed invece niente: nè la Giunta regionale, nè il Consiglio regionale hanno inteso costituirsi parti civili nel processo, unica strada per chiedere il risarcimento dei danni ai due politici accusati di aver speso soldi pubblici per finalità strettamente private nel periodo che va dal 2010 al 2012. Eppure la notifica dell'apertura del processo per la costituzione delle parti era arrivata regolarmente agli uffici della Regione Calabria. Nulla da fare, sia la Giunta regionale, quanto il Consiglio regionale della Calabria, sono rimasti sordi alle pressanti richieste dei cittadini che chiedevano alla Regione di schierarsi contro i politici accusati dagli inquirenti di essere venuti meno al proprio dovere istituzionale.
Titolari dell'inchiesta sono i pm Gaetano Paci, Matteo Centini e Francesco Ponzetta.

Le accuse. Avvicendatisi nella carica di assessore regionale ai Trasporti, per la Procura i due politici sarebbero ugualmente responsabili di una "gestione dissennata dei fondi pubblici destinati ai gruppi consiliari". Accuse per le quali la Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato.
Nino De Gaetano, passato da Rifondazione Comunista al Pd (e poi assessore esterno di Mario Oliverio sino alle dimissioni proprio per l'inchiesta "Rimborsopoli", per la Procura avrebbe gestito "allegramente" i fondi pubblici in qualsiasi partito si trovasse. Quale consigliere regionale, grazie ai fondi destinati ai gruppi sarebbe riuscito - secondo l'accusa - a farsi finanziare pranzi, assicurazione, cene e viaggi, e la riparazione di un'auto di lusso. Più pranzi e cene per 27 collaboratori, fra cui il cugino.
A carico di De Gaetano per la Procura ci sono più di 400mila euro di spese ingiustificate e altrettanto ingiustificati prelievi con il bancomat assegnato al gruppo. De gaetano si sarebbe poi reso responsabile di "gravi manipolazioni della documentazione contabile", sia producendo al Consiglio regionale note di rendiconto "totalmente mendaci", sia confezionando documenti di spesa di cui gli inquirenti ritengono di aver accertato la falsità, giungendo quindei a predisporre vere e proprie fatture false.

Le contestazioni a Fedele (in foto a sinistra). Non meno gravi le accuse che la Procura muove a a Luigi Fedele. Per i magistrati, l'ex assessore regionale e capogruppo Pdl, avrebbe accumulato quasi 400mila euro di spese incongruenti, che includono non solo cene e pranzi organizzati nel ristorante del figlio, ma anche una serie di viaggi all'estero - da New York a Londra, da Vienna a Venezia, da Montecarlo a Berlino – pagati dal gruppo consiliare.
Gli altri politici di "Rimborsopoli". Al processo a carico di Luigi Fedele e Nino De Gaetano dovrebbe poi riunificarsi a dibattimento avviato, ed in caso di rinvio a giudizio, anche il troncone che vede indagati altri 25 politici di primo piano dell'intera Calabria tra attuali parlamentari, ex presidenti della Regione, consiglieri regionali attuali e della passata legislatura.
Si tratta di: Giovanni Nucera (Reggio Calabria), Pasquale Tripodi (Reggio Calabria), Giovanni Franco (Reggio Calabria), Alfonso Dattolo (Rocca di Neto Crotone), Gianluca Gallo (Cassano Ionio), Giovanni Bilardi (Reggio Calabria), Carmelo Trapani (Reggio Calabria), Alfonsino Grillo (Vibo Valentia), Ferdinando Aiello (Cosenza), Giuseppe Bova (Reggio Calabria), Nicola Adamo (Cosenza), Giuseppe Giordano (Reggio Calabria), Emilio De Masi (Crotone), Domenico Talarico (Conflenti), Sandro Principe (Rende), Demetrio Battaglia (Reggio Calabria), Pietro Amato (Borgia Catanzaro), Bruno Censore (Serra San Bruno), Mario Franchino (Montegiordano), Mario Maiolo (Cosenza), Carlo Guccione (Rende), Antonio Scalzo (Conflenti), Francesco Sulla (Cutro Crotone), Agazio Loiero (Santa Severina), Diego Fedele (figlio di Luigi Fedele).
g.b.
