Sulla stessa lunghezza d'onda il consigliere provinciale del Partito democratico Giuseppe Cutrullà  che stigmatizza l'iniziativa dei grillini

Il presidente della Provincia di Vibo Andrea Niglia resta nel mirino del Movimento Cinquestelle. Il meetup "Vibonesi in Movimento-Amici di Beppe Grillo - ha chiesto nei giorni scorsi le dimissioni del principale inquilino di palazzo ex Enel, scendendo addirittura in strada, dove sono stati piazzati dei gazebo, per raccogliere le firme dei cittadini. E ciò per via del fatto che Niglia sia stato coinvolto in un procedimento giudiziario.

Una provocazione alla quale ha replicato lo stesso Niglia, promettendo azioni legali, e rispetto alla quale la politica non è rimasta del tutto in silenzio. Il coordinatore regionale di Azione Nazionale Domenico Arena, infatti, non ha esitato a definire "strumentale questa richiesta, e ciò a prescindere dalle eventuali responsabilità di Niglia il cui accertamento spetta alla magistratura. Le dimissioni del presidente della Provincia, come di qualsivoglia altra carica istituzionale - ha detto Arena - devono essere eventualmente richieste nelle sedi e dagli organi preposti. Peraltro, in questa fase, Niglia sta dimostrando, sul piano amministrativo, il proprio impegno nel tentativo di fronteggiare la difficilissima situazione finanziaria dell'ente, schierandosi a fianco dei dipendenti e pretendendo l'arrivo delle risorse necessarie dallo Stato centrale per sostenere la viabilità colabrodo del territorio vibonese e l'edilizia scolastica sul territorio". 

Da sinistra. Sulla stessa lunghezza d'onda il consigliere provinciale Giuseppe Cutrullà del Partito democratico. "Ritengo - ha detto -  che di fronte a processi celebrati fuori dalle aule giudiziarie, che sanno tanto di giustizia sommaria e pressappochismo, non si possa tacere. L'articolo uscito ieri ad opera degli amici di Beppe Grillo, i quali peraltro continuano a rimanere anonimi senza svelare alla cittadinanza la loro identità, non fa altro che alimentare la stagione dell'antipolitica e dell'odio nei confronti di tutta la classe politica non targata 5 Stelle. Avrei preferito, oggi, che dal meet up Vibonese provenisse una manifestazione di solidarietà a sostegno dei dipendenti della Provincia, che non percepiscono da 6 mesi il proprio stipendio. E invece, preferiscono occupare il tempo ad attaccare il presidente Niglia su questo terreno, senza che vi siano verdetti delle autorità competenti: questo significa attaccare la democrazia. Il nostro ordinamento, se qualcuno lo avesse dimenticato, prevede tre gradi di giudizio: io personalmente credo nella giustizia, ma quella fatta da giudici nelle aule di tribunale, e non nelle piazze e nei bar. La manifestazione organizzata dal Meet up è davvero grave e molto indicativa della pochezza dei contenuti degli organizzatori. D'altra parte , emerge chiaramente la incoerenza tra il falso giustizialismo che mettono in atto ed i valori che si affannano a propagandare, basta guardare le continue vicende nazionali. Si dimostrano ancora una volta campioni della politica urlata, delle accuse indiscriminate, senza senso e senza riflettere prima. Peccato che poi quando ci sia da amministrare svelino tutta la loro pochezza politica, senza citare i ben noti casi che si susseguono ad ogni latitudine".