Mancate rendicontazioni al Comune di Vibo, Scrugli all'attacco
«Sarà finalmente servita la riunione di mercoledì svoltasi a Vibo alla presenza di dirigenti regionali a far capire quanta insipienza, quanta inconcludenza, quanta superficialità, quanta poca volontà affligga l’operato della maggioranza che amministra la nostra città la quale per anni, nonostante le mie ripetute e puntuali richieste, solleciti e tentativi di confronto, ha sempre preferito mettere la polvere sotto il tappeto, cibarsi di propaganda, aver solo cura di amplificare un ordinario lavoro per distrarre l’attenzione da tutte quelle pecche e mancanze che affiggono il delicato settore delle politiche sociali?».
È quanto dichiarato dalla consigliera comunale Lorenza Scrugli, che ha puntato il dito ancora una volta contro l'amministrazione guidata dal sindaco Maria Limardo. «Si può dimenticare che proprio questo settore è stato a rischio commissariamento per non aver redatto nei termini i piani di zona e che solo le proroghe concesse dalla regione hanno evitato quest’onta? Ci si può scordare dei fondi non intercettati o di quelli addirittura persi per incapacità nonostante la loro giacenza in assessorato? Si può far finta di cancellare le problematiche tante volte da me sollevate anche nei question time per le quali era stata assicurata pronta risoluzione ma poi immediatamente accantonate e mai più affrontate? Si può non rammentare che solo la condanna del TAR Calabria ha indotto a iniziare a lavorare sui progetti Vita?», sono i tanti interrogativi che si pone l'esponente di minoranza.
«Anche il tema affrontato mercoledì nella riunione a Palazzo Luigi Razza e relativo agli assistenti sociali era da mesi stato sollevato nelle apposite commissioni consiliari ed evidenziata la necessità che la politica iniziasse ad assumersi le responsabilità che le devono essere proprie così come da un paio di anni chiedevo il perché non fossero utilizzati quei fondi strutturali messi a disposizione dalle politiche nazionali per consentire la stabilizzazione degli assistenti sociali. Solo lo scorso anno due assistenti sociali sono stati finalmente stabilizzati. Tutti questi temi sono sempre e ripetutamente stati affrontati ricevendo sempre e solo un assordante silenzio, un’immancabile assenza, un’arrogante e dispotica chiusura, un metodo che di democratico non ha davvero nulla», ha continuato.
«Assieme ai tanti temi per i quali si era tentato di avere un confronto serio ma soprattutto proficuo per i cittadini, ve ne è un altro determinante per il nostro territorio; quello relativo alla rendicontazione. Nella pubblica amministrazione, tutti i fondi spesi devono essere obbligatoriamente rendicontati perché non farlo comporta, nel tempo, non vedersene trasferire di nuovi fondi o la loro restituzione. - ha insistito - Bene, nonostante le mie ripetute richieste di conoscere lo stato di avanzamento della rendicontazione siano state portate avanti da oltre due anni, il silenzio dell’amministrazione è stato sconcertante e surreale tanto da costringermi a produrre il 27 ottobre accesso agli atti alla Regione Calabria in cui chiedevo la rendicontazione effettuata dal Comune di Vibo su due fondi specifici ( Fondo Povertà e PAC). La risposta ha finalmente consentito di chiarire ciò che in me era più di un dubbio e che temevo».
Il Comune capofila di Vibo Valentia, relativamente al fondo povertà finanziato dal Ministero per le annualità 2018, 2019,2020,2021 «con ben 3.369.576,17euro quasi interamente spesi, ha prodotto una rendicontazione pari allo zero per cento». All’azione a sportello dei fondi Pac anziani, «che avrebbero consentito di fornire assistenza continuativa ai nostri concittadini al di sopra dei 65 anni, il nostro Comune non ha neppure aderito».
«Ma l’incapacità o la poca volontà politica già acclarata dal prolungato silenzio della nostra amministrazione e finalmente resa evidente dai dati della Regione, è resa ancor più grave dal fatto che il nostro Comune ha fatto ricorso a figure specialistiche già dal marzo 2021 il cui compito, come evidenziato nelle determine comunali succedutesi nel tempo, avrebbe proprio e fondamentalmente dovuto essere quello di rendicontare. Gli specialisti a cui l’amministrazione, senza mai controllare o volerlo fare, ha affidato tale delicato compito sono costati ( il loro pagamento è avvenuto ricorrendo al Fondo Povertà) centinaia di migliaia di euro proprio a quelle fasce deboli a cui il fondo era destinato», ha insistito Scrugli.
«Solo i tre esperti che hanno operato da marzo 2021 a giugno 2022 per 10 accessi mensili, sono costati ai cittadini quasi 150.000 euro. Successivamente al giugno 2022 il numero degli esperti a cui è ricorso il nostro comune è addirittura aumentato mentre quello degli assistenti sociali, indicato dal Ministero nella proporzione di uno ogni 5000 abitanti proprio a garanzia di uguaglianza ed adeguatezza di lavoro su tutto il territorio nazionale, e al pagamento dei quali il fondo è anche espressamente destinato, non è stato garantito. - ha detto avviandosi verso le conclusioni - La consiliatura è ormai alle battute finali e sembra si sia già pronti a lanciarsi nella nuova campagna elettorale. Non c’è più tempo quindi per invocare o solo nutrire la speranza che qualcosa cambi in questo come in altri settori; resta solo la profonda amarezza di aver riscontrato le tante opportunità mancate da una amministrazione che ha fatto dell’autoreferenzialità il proprio tratto distintivo».
