Il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, torna alla carica chiedendo le dimissioni del dirigente responsabile dell’U.o.a. della Protezione civile Carlo Tansi

La testa del dirigente responsabile dell’U.O.A. della Protezione Civile, Carlo Tansi, è la più richiesta di questi periodi. Hanno urtato la sensibilità dei lavoratori le manovre di risanamento di un ente appesantito da un numero consistente di unità “non specializzata”, come ebbe ad esprimersi il numero uno della Protezione civile regionale. Come unanime indignazione ha destato la paventata ipotesi di chiudere le sedi operative di Crotone e Vibo Valentia.

Veleni non sopiti. E torna strisciante la polemica soprattutto all’indomani dell’assemblea di palazzo Campanella chiamata a discutere della riorganizzazione funzionale dell’ente che aveva messo sul piede di guerra dipendenti e sindacati. Proprio la Cisal, che dal primo momento è scesa in piazza al fianco del personale della Protezione civile torna a fare sentire la sua voce attraverso il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro che spara a zero sulla gestione Tansi.

Altro che tagli. “Quel che conforta in questa circostanza è che il Presidente Mario Oliverio, prendendo atto della grave condizione in cui versa il sistema idrogeologico e ambientale del territorio vibonese, abbia deciso di assumere immediate iniziative allo scopo di avviare un articolato e funzionale intervento pronto a limitare eventuali danni a persone e cose per poi puntare ad una definitiva messa in sicurezza”, ci ha tenuto a precisare il segretario generale, Cavallaro, sottolineando come l’ipotesi di chiusura della sede provinciale di Vibo Valentia fosse “una proposta assurda e sbagliata. Quasi a voler dire – ha continuato Cavallaro - nel caso del disastrato territorio vibonese, che quanto accaduto nell’alluvione di Bivona nell’estate del 2006 e quanto avvenuto nei giorni scorsi nella via Carlo Parisi dello stesso capoluogo, o le centinai di denunce tutte intese a dimostrare la gravità della condizione del sistema ambientale e idrologico, con in registro anche morti, non è servito a niente”.

Obiettivo sbagliato. Tansi “per poter realizzare l’obiettivo – ha concluso Cavallaro - vincolato alla piena attuazione di una politica di spending review che prevede tagli agli sprechi, trasparenza nelle procedure e riorganizzazione della macchina e quindi del personale, ha bersagliato il personale, ovvero quello che anche nella più dura precarietà formativa e di ruolo e compiti ha sempre dato l’anima spendendosi su ogni fronte e a costo di grandi e talvolta insopportabili sacrifici. Certo sarà interessante vedere se Carlo Tansi, che dice di aver scoperto tutto questo fardello di irresponsabilità, sprechi e consulenze a personaggi in conflitto d’interesse con la stessa Protezione Civile e quindi con la Regione Calabria, sarà capace di presentare un adeguato faldone alla magistratura”. (red5)