La Corte di Cassazione ha emesso una serie di sentenze di assoluzione nel processo “Borderland”, ribaltando di fatto le condanne inflitte in primo grado e confermate solo in parte in appello. Questo processo trae origine da un'inchiesta del 2016, che portò all'arresto di 48 persone accusate di reati legati alla criminalità organizzata, in particolare alla 'ndrangheta operativa tra le province di Catanzaro e Crotone. Le accuse includevano reati come associazione mafiosa, estorsione, violazioni in materia di armi, concorrenza illecita e intestazione fittizia di beni, aggravati dall’obiettivo di rafforzare l'organizzazione criminale.

La Corte Suprema ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura Generale contro le assoluzioni ottenute in appello da Giovanni Colosimo, imprenditore, e Francesco Greco, ex vice sindaco di Cropani. Entrambi, difesi dagli avvocati Giancarlo e Pietro Pitari, vedono così confermata la loro innocenza. Oltre a loro, la Cassazione ha annullato senza rinvio le condanne di altri sette imputati, fra cui Antonio Bianco, Vito Borelli, Gregorio e Salvatore Aiello, Maurizio De Fazio, Rolando Russo e Salvatore Scandale. La Suprema Corte ha stabilito, tuttavia, un nuovo processo per Massimo Zofrea, per il quale è stato disposto l’annullamento della condanna con rinvio a una diversa sezione della Corte d'Appello.