Vibo Marina, rinnovo Meridionale Petroli: critiche a Comune e sindaco
La mancata opposizione "espone la comunità a rischi per salute, ambiente e sicurezza pubblica"

Il termine per opporsi al rinnovo della concessione demaniale alla Meridionale Petroli scade “senza che il Comune e il sindaco Vincenzo Romeo abbiano agito”, suscitando l’ira dell’avvocato Alessandro Caruso Frezza. Il legale, già presidente facente funzioni di Italia Nostra a Vibo Valentia, aveva trasmesso al primo cittadino l’opposizione ex art. 14 quinquies della legge 241/1990, “chiavi in mano” e a titolo gratuito, affinché fosse inviata entro il 21 febbraio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri guidata da Giorgia Meloni. L’obiettivo, spiega Caruso Frezza, era “far riaprire il tavolo delle trattative con l’Autorità Portuale e continuare a fare tutto il possibile per evitare che il rinnovo ventennale della concessione si consolidasse, a tutela della salute, dell’ambiente e della pubblica incolumità nella frazione marina”.
Nonostante ciò, il termine è passato senza alcuna opposizione. Ieri e oggi, attraverso la stampa, il Partito Democratico ha sostenuto che il Comune non era legittimato a opporsi, citando un parere del Consiglio di Stato del 2019 secondo cui un’eventuale opposizione sarebbe stata dichiarata inammissibile. Su questa interpretazione Caruso Frezza non ha dubbi: “La conclusione raggiunta o la giustificazione data all’omessa opposizione non è esatta. Il Consiglio di Stato ha sì precisato in linea generale che le amministrazioni competenti sono quelle alle quali norme speciali attribuiscono una funzione diretta e ordinaria, ma ha anche chiarito la necessità di una verifica caso per caso”.
Nel caso della Meridionale Petroli, ricorda il legale, “tali funzioni sono state attribuite direttamente dal d.lgs. n. 105/2015 sia al Comune sia al Sindaco, in qualità di massima Autorità sanitaria locale e di Ufficiale di Governo, per la tutela della pubblica incolumità in caso di impianti a rischio di incidente rilevante. La Meridionale Petroli rientra precisamente in questa categoria”. In altre parole, continua Caruso Frezza, "il sindaco e il Comune erano pienamente legittimati ad esperire l’opposizione ex art. 14 quinquies L. n. 241/1990».
Il legale non nasconde la sua delusione: “Peccato che noi cittadini della frazione marina dobbiamo essere amministrati con tanta approssimazione, pur a fronte di una problematica così importante e grave per la tutela della nostra salute, del nostro ambiente e della nostra pubblica incolumità”.
