Era stato lo stesso figlio a chiamare la polizia raccontando di aver trovato la mamma priva di vita in cucina. L'autopsia ha poi rivelato la morte per soffocamento della donna di 67 anni

Incidente probatorio con richiesta di perizia psichiatrica per Ivano Raimondi, 43 anni, nativo di Milano, ma residente a Vibo Marina, accusato dell'omicidio aggravato della propria madre, Teresina Rossi, 67 anni, avvenuto a Vibo Marina il 27 marzo 2015 in via Senatore Parodi.  Secondo l'accusa, il giovane avrebbe provocato la morte della madre "mediante costrizione della bocca e del naso", cagionandone il decesso per soffocamento. La perizia chiesta dal pm della Procura di Vibo, Concettina Iannazzo, è finalizzata a verificare se l'indagato  - difeso dall'avvocato Francesco Rombolà - sia in grado di partecipare coscientemente al processo e se lo stesso fosse capace di intendere e volere al momento dei fatti.

Teresina rossi

Dalla documentazione in atti emerge infatti che lo stesso è affetto da patologia psicotica. Nel 2011 nei confronti di Ivano Raimondi, sempre difeso dall'avvocato Rombolà, era stato riconosciuto l'accompagnatore ed era stata certificata un'insufficienza mentale medio-grave. Era stata la Squadra Mobile di Vibo Valentia ad arrestare lo scorso anno Ivano Raimondi. Aveva raccontato ai poliziotti di essere uscito di casa e al rientro di aver trovato la mamma in cucina priva di vita. L'esame autoptico voluto dall'allora pm della Procura di Vibo Valentia, Santi Cutroneo, aveva poi rivelato che la donna era deceduta per soffocamento. L'avvocato Francesco Rombolà nominerà i propri periti di parte. Teresina Rossi era originaria della provincia di Bergamo ma da tempo si era trasferita a Vibo Marina assieme al figlio.(g.b.)