Braccia conserte davanti al Comune di Lamezia dove, stamani, è stato dato avvio ad una giornata di sciopero generale con l’obiettivo di rivendicare, nonostante l’iter di mediazione attuato nei mesi, i diritti dei lavoratori.

Motivi dello sciopero. Nei giorni scorsi, in una nota, erano state rese pubbliche le motivazioni che hanno portato le sigle sindacali ad inscenare la protesta: i mancati adempimenti alle sollecitazioni del Ministero degli Interni in relazione del piano triennale del fabbisogno nonostante la costante riduzione del personale; la mancanza di un segretario generale a tempo pieno; la mancata risposta incontro di audizione avvenuto in data 20 settembre 2018 in Catanzaro alla presenza di sua eccellenza, il prefetto Ferrandino; la mancata nomina dell'organismo indipendente di valutazione; la mancata liquidazione di tutti gli istituti contrattuali previsti nei Cdi, già sottoscritti e riguardanti le annualità 2014, 2015 e 2016; la mancata convocazione dei tavoli negoziali per l’attivazione delle corrette relazioni sindacali e l’apertura della contrattazione decentrata sull’utilizzo del fondo contrattuale per gli anni 2017 e 2018.

Consumato l’iter di mediazione. Una condizione giunta allo stato di esasperazione quella vissuta dai dipendenti che, perciò, hanno assunto una drastica decisione: rallentare i servizi comunali manifestando dapprima davanti alla porta d’ingresso del Municipio e, successivamente, spostandosi al cancello d’entrata del palazzo. “Lo sciopero è la fase culminante della protesta - dichiara Ruberto Bruno, rappresentante della Uil - in quanto abbiamo già consumato tutti i dettagli di mediazione sia con la commissione straordinaria che con la sede prefettizia”.




Polizia locale insufficiente. A protestare anche la polizia locale che oltre a rivendicare le mancate retribuzioni evidenzia anche l’assenza numerica di personale che possa essere correttamente distribuito sul vasto territorio lametino: “È da tempo che stiamo cercando di portare avanti questa battaglia, diversi incontri, un’ audizione presso la prefettura a settembre e da allora il vuoto più assoluto. Per questo siamo stati costretti a perseguire l’iter che la legge consente e a proclamare oggi lo sciopero generale - ha detto Michele Ugo Caruso, maresciallo della polizia locale - Il corpo è ormai vetusto. Dovremmo essere 130, siamo 46 di cui 20 sono impossibilitato al lavoro esterno. Il territorio lametino è dunque governato da trenta unità da disporre nei due turni giornalieri”.

Macchina amministrativa ingessata. Una situazione che ha provocato un “blocco” della macchina amministrativa che è giunta ad una fase di difficoltà degli operatori nel porsi anche con il pubblico: “Siamo arrivati all’epilogo - dichiara Pino Chirumbolo, rappresentante Cisl - di una situazione insostenibile anche perché c’è da considerare che ormai la macchina amministrativa è completamente ingessata e a livello organizzativo non si capisce quasi nulla. Abbiamo grosse difficoltà anche noi operatori a porci giornalmente con il pubblico stesso”.

Panettoni ai commissari. Infine, un atto provocatorio: tre panettoni, inizialmente posizionati sulla scalinata d’ingresso alla struttura ospitante gli uffici in cui opera la terna commissariale, da consegnare alla triade da parte dei lavoratori comunali che ricordano le dichiarazioni, smentite dalla presenza attuale dei commissari a Palazzo Perugini, effettuate da un esponente politico del M5S, come spiega Ruberto Bruno: “Questi panettoni sono per i tre componenti della commissione straordinaria in modo provocatorio. Non vogliamo offendere nessuno perché siamo certo che la commissione possa comprarsi da sola i panettoni. La Uil Fpl, a nome di tutti i dipendenti del Comune di Lamezia Terme, visto il periodo di Natale, ha pensato di offrire alla commissione i panettoni, considerato che poco più di un mese fa autorevoli esponenti politici dichiaravano che questa commissione straordinaria non avrebbe potuto mangiare il panettone. Offriamo dunque questi panettoni considerato che la commissione straordinaria è qua con noi e quindi abbiamo avuto questo pensiero”.