'Ndrangheta, processo al clan vibonese: le richieste di condanna della Procura (NOMI)
Il nuovo passaggio in Appello si è reso necessario dopo che la Cassazione, nel marzo 2024, aveva ravvisato la necessità di un nuovo esame
Il processo “Rimpiazzo” torna nell’aula della Corte d’Appello di Catanzaro, ma la linea della pubblica accusa resta fermissima. La Procura Generale ha infatti richiesto ai giudici di ribadire integralmente il verdetto di secondo grado, ignorando ogni ipotesi di sconto per i cinque imputati rimasti a giudizio dopo il parziale annullamento disposto dalla Suprema Corte lo scorso anno.
Al centro dell’udienza ci sono cinque profili originari di Vibo Valentia, accusati a vario titolo di reati gravi che spaziano dall’associazione mafiosa all’estorsione. Le richieste di pena formulate dalla Procura rispecchiano la severità del precedente grado di giudizio:
- 13 anni e 8 mesi per Benito La Bella.
- 12 anni per Salvatore Giuseppe Galati.
- 10 anni ciascuno per Stefano Farfaglia e Angelo David.
- 7 anni e 2 mesi per Michele Rinaldo Emilio Staropoli.
Il nuovo passaggio in Appello si è reso necessario dopo che la Cassazione, nel marzo 2024, aveva ravvisato la necessità di un nuovo esame su alcuni specifici capi d'imputazione. In particolare, per Staropoli il focus è puntato sulla vicenda estorsiva ai danni del bar “Il Gabbiano” di Vibo Marina. Nonostante questi rilievi tecnici, l'impianto accusatorio è stato riproposto con forza, puntando a blindare la responsabilità penale degli imputati, assistiti da un folto collegio difensivo.
