La lotta alla ’ndrangheta non è più una questione confinata ai confini nazionali, ma una priorità assoluta per la sicurezza globale. Nelle giornate del 16 e 17 febbraio, presso la sede di Europol all'Aja, l’Italia ha ribadito il suo ruolo di leader internazionale nel contrasto alle organizzazioni criminali più pericolose, presentando l’evoluzione del progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta) durante il lancio della nuova priorità operativa europea denominata "Mtcni".

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano, attraverso il coordinamento del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, agisce come "Co-Driver" in questa missione che coinvolge circa 40 Paesi, inclusi giganti extra-UE come USA, Brasile e Australia.

Il primo dirigente della Polizia di Stato, dr. Simone Pioletti, ha delineato un quadro inquietante: la ’ndrangheta si conferma oggi un "broker mondiale" del narcotraffico, capace di evolversi in una struttura policriminale e ibrida. L'organizzazione non si limita più ai metodi tradizionali, ma colonizza il web sfruttando le criptovalute e l'intelligenza artificiale per operazioni di riciclaggio su scala planetaria. La sua forza risiede nei "nexus" criminali, ovvero alleanze strategiche con cartelli stranieri attivi in ogni continente.

I risultati operativi confermano l'efficacia della strategia italiana. Dalla sua nascita nel 2020, il progetto I-CAN ha portato alla localizzazione e all’arresto di 171 soggetti legati ai clan in oltre 30 Paesi, di cui 64 latitanti. Il 2025 è stato l'anno record con 67 arresti eseguiti in 14 nazioni diverse.

Questa accelerazione, sostenuta con forza dal prefetto Raffaele Grassi, vice capo della Polizia e direttore centrale della Polizia Criminale, ha permesso l'ingresso nel progetto di Paesi strategici per le rotte della droga e del denaro sporco: Cile, Panama, Costa Rica e Lussemburgo. Oggi sono 24 gli Stati che si muovono all’unisono secondo il motto "All together contro la ’ndrangheta".

Il cuore tecnologico di questa sfida è il Crime Analysis File (Caf), un database Interpol dedicato che ha visto una crescita esponenziale: nell'ultimo anno le entità censite sono aumentate del 100%, raggiungendo quota 128.000. Si tratta attualmente del secondo database più grande al mondo per volume di dati gestito da Interpol.

L'incontro all'Aja sancisce l'integrazione di I-CAN nel nuovo ciclo Empact 2026-2027, la piattaforma multidisciplinare della Commissione Europea. Nel prossimo biennio, circa 60 Paesi collaboreranno su 285 azioni operative mirate, con l'obiettivo di disarticolare non solo la struttura militare delle ’ndrine, ma soprattutto i loro interessi economici nascosti nelle pieghe della finanza globale e delle nuove tecnologie.