In sei richiedono al portabandiera in seno all'Astronave una convocazione urgente del gruppo consiliare di palazzo "Campanella" per analizzare la "situazione politica". 

di TONINO FORTUNA

E' notte fonda. Soffia una bora gelida sul gruppo regionale del Partito democratico. Lo scontro da settimane silenzioso tra fazioni rischia di trasformarsi in una resa dei conti apertis verbis. Di certo, qualcosa continua a non andare  per il giusto. E la tensione nelle “secrete stanze” si taglia a fette. Come giustificare altrimenti la richiesta di “convocazione urgente del gruppo consiliare” al portabandiera di palazzo “Campanella”  Sebi Romeo da parte di ben cinque “onorevolini”?

Che tiri aria di burrasca lo si comprende bene, peraltro, dall’ordine del giorno della eventuale discussione.  Giuseppe Aieta, Tonino Scalzo, Domenico Battaglia, Domenico Bevacqua, Carlo Guccione e Michele Mirabello vorrebbero affrontare “la situazione politica attuale”, insieme ad altre questioni – vedi assestamento di bilancio - che il prossimo 3 dicembre saranno oggetto della seduta della massima assemblea calabrese.

Certo, il linguaggio oscuro dell’Azzecca-Garbugli usato dai "ribelli" non aiuta a comprendere né a leggere tra le righe bianche del succinto ma significativo documento. Una nota da interpretare, sussurrano voci non proprio di corridoio, come un ultimatum se non addirittura come un segnale di sfiducia proprio proprio per il portabandiera.

Un fulmine a ciel sereno? Non esattamente, anche se le nomine arrivate nella giornata di ieri e quelle che dovrebbero essere formalizzate a breve avrebbero alzato a dismisura il livello della tensione.  Nomine alle quali più di qualcuno rimasto per l'ennesima volta a bocca asciutta,  avrebbe inteso o intenderebbe prendere parte, evitando che una “piccola aristocrazia” si comporti da “razza padrona”.  Come dire,  nel Pd è sempre difficilissimo dividere la torta, anche quando la tavola è sufficientemente imbandita.