Caos reperti a Vibo, convenzione annullata: i beni da Soriano di nuovo al Museo Capialbi
La direzione generale del Dipartimento archeologia ha revocato il protocollo d'intesa siglato tra la soprintendenza ( sotto la gestione di Maria Teresa Iannelli) e il comune del Preserre. I cocci si trovano temporaneamente in un deposito a Lamezia Terme.
Ritorneranno presto a Vibo Valentia i reperti che dal Museo "Vito Capialbi" avevano preso la via di Soriano Calabro. La convenzione tra la soprintendenza archeologica e il polo museale nascente del centro delle Preserre è stata annullata per una serie di "illegittimità". A deciderlo, la direzione generale del Dipartimento archeologia che ha revocato il protocollo d'intesa da cui era scaturita l'operazione. I reperti sono stati già trasportati, nei giorni scorsi da Soriano a Lamezia Terme, dove ora si trovano in un deposito della soprintendenza. In quella sede potranno essere eventualmente osservati dai tecnici del museo di Soriano che, per poter ottenere la concessione di una parte dei ritrovamenti per l'esposizione, dovranno produrre una nuova richiesta e presentare un altro progetto da sottoporre alla valutazione del comparto archeologico. Per tale scopo, una parte del materiale potrebbe anche essere inventariato.
Il ritorno a Vibo. Di sicuro c'è che la gran parte di quei beni ritornerà nel museo lasciato lo scorso 12 Febbraio, quando l'allora soprintendente Maria Teresa Iannelli, a pochi mesi dal suo pensionamento ( a seguito del quale sarebbe divenuta direttrice del nascente polo museale di Soriano Calabro) li aveva fatti partire alla volta del centro dell'entroterra. Tutto questo a conferma che il timore dei sindaci, successivo alla divulgazione della notizia su Zoom24.it e Gazzetta del Sud, non era affatto infondato.
Le decisioni. La soprintendenza stabilirà soltanto successivamente cosa fare dei reperti e dove eventualmente esporli, una volta inventariati. A quanto pare si sta allestendo una sezione all'interno di palazzo "Santa Chiara" che attualemente ospita il Sistema bibliotecario vibonese. Anche i comuni della provincia che pretenderanno i cocci inizialmente finiti a Soriano, dimostrando l'esistenza di un apposito museo, potranno ottenere una parte dei beni.
Le reazioni. L'attuazione della convenzione siglata nel 2011 aveva fatto si che decine di cassette, molte delle quali da inventariare finissero a Soriano. I sindaci dei comuni in cui i reperti erano stati ritrovati avevano sollevato, dopo che la stampa aveva divulgato il trasferimento, un vero e proprio polverone. Dal capoluogo era venuta fuori una delibera con la quale l'amministrazione guidata da Elio Costa esprimeva tutte le sue perplessità sulle modalità e sulla tempistica dell'operazione. Da Tropea, il primo cittadino Giuseppe Rodolico aveva chiesto delucidazioni e la revoca della convenzione in una missiva al ministro Franceschini. A Mileto era stata convocata un'apposita seduta del Consiglio comunale per affrontare l'intricata quaestio. D'altronde, il passaggio del beni al polo museale di Soriano era avvenuto senza che nessuno dei Comuni di partenza dei reperti, tra cui si segnala anche una collezione privata, venisse avvisato.
