Per Vibo Valentia non c'è posto nella giunta regionale. Questa volta in modo più chiaro, netto e categorico rispetto alle precedenti tornate elettorali. La provincia tirrenica rimane fuori dall'esecutivo ufficializzato oggi da Jole Santelli. "Meglio così" commenta qualcuno ironizzando sullo scarso peso dell'attuale classe dirigente, ma una spiegazione bisognerà pure darla.

Soprattutto bisognerà capire perchè una classe dirigente che ha sostenuto con forza i diritti del Vibonese, promettendo e garantendo che maggiori ricompense sarebbero arrivate rispetto alle precedenti tornate, rimane ancora una volta a mani vuote. A guardare la mensa imbandita per i territori di Cosenza e Reggio Calabria, nella quale entrano, non proprio dalla porta di servizio, Lamezia Terme e Catanzaro.

Questa è la prima consiliatura del XXI secolo nella quale di Vibo, all'interno dell'esecutivo, non c'è proprio traccia. Le precedenti hanno visto impegnate figure riconducibili al territorio. Anche la giunta guidata da Mario Oliverio aveva nominato l'attuale parlamentare dem Antonio Viscomi (peraltro vice presidente) con lo sguardo - si disse - rivolto al Vibonese.

In precedenza, con Giuseppe Scopelliti in giunta erano stati nominati   Francescantonio Stillitani e dopo di lui Nazzareno Salerno, con delega al Lavoro, alla Formazione e Politiche sociali, con Agazio Loiero, invece, Silvio Greco aveva ottenuto l'assessorato all'Ambiente, mentre la prima giunta del millennio, quella guidata da Giuseppe Chiaravalloti aveva visto in campo per Vibo il compianto Antonino Mangialavori con la delega al Lavoro e Domenico Antonio Basile all'Ambiente.

Un flash back necessario per evidenziare come sia la prima volta che Vibo Valentia rimane completamente fuori dall'esecutivo. E ciò nonostante il contributo dato da questa provincia alla vittoria della coalizione di centrodestra. Un territorio sul quale la coalizione che ha sostenuto Jole Santelli amministra il Comune capoluogo, la città di Tropea, nella quale è venuto a chiudere la campagna elettorale per le regionali addirittura Silvio Berlusconi, può contare su elementi di primissimo piano, basti pensare al senatore azzurro Giuseppe Mangialavori, vicinissimo a Jole Santelli, che ha dato un contributo sostanziale all'elezione di Vito Pitaro, a Tonino Daffinà, uomo di riferimento di Mario e Roberto Occhiuto, senza trascurare le 7mila preferenze di Francesco De Nisi,  e il contributo non proprio secondario dato dai vari Alfonso Grillo, Vincenzo Pasqua e Marco Martino. 

Una galleria di personaggi che, però, nell'ottica della spartizione delle poltrone con la logica del Cencelli -fatta eccezione per le nomine di Sandra Savaglio e Capitano Ultimo - non sono riusciti a strappare nulla, almeno in questa fase.

E' evidente che un territorio non è ben rappresentato se può contare su molte poltrone, ma l'isolamento nel quale Vibo Valentia rischia di essere relegata, insieme alla sua consorella, Crotone, la mancanza di rappresentatività testimonia come, ancora una volta, la sua classe politica non sia stata in grado di alzare la voce, di portarne avanti le istanze. In una espressione sola, di mettere in atto quei proclami scontati degli ultimi giorni di campagna elettorale.