Il gip ha accolto la richiesta di archiviazione del pm. L'ispezione medico-legale: "Nessun embrione, nè annesso ovulare". Confermate le anticipazioni di Zoom24

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Si sgonfia, anzi si chiude definitivamente, il “caso” del ritrovamento di quello che a marzo era stato indicato da alcuni mezzi di informazione come un feto di pochi mesi rinvenuto in un contenitore di plastica a Vena Media, frazione di Vibo Valentia, sotto la statua della Madonna delle Grazie. Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Lorenzo Barracco, ha infatti accolto in pieno la richiesta di archiviazione del caso avanzata dal pm Benedetta Callea. Nessuna interruzione volontaria di gravidanza, dunque, reato per il quale la Procura aveva aperto un fascicolo d'inchiesta contro ignoti.

pm Benedetta Callea

Più precisamente per la contestazione ex art. 19 della legge 194/1978 che punisce con la reclusione sino a tre anni chiunque cagiona l'interruzione volontaria di una gravidanza senza l'osservanza delle modalità previste dalla legge. Nella richiesta di archiviazione avanzata dal pm, e pienamente accolta dal gip, si rimarca infatti che "l'ispezione operata dal medico legale del materiale rinvenuto all'interno del contenitore in plastica, e posto in sequestro dalla polizia giudiziaria, ha permesso di accertare, per mezzo di idoneo esame macroscopico, che si è in presenza di 6 frammenti membranosi di tessuto brunastro, ma non sono riconoscibili embrioni, nè annessi ovulari con le caratteristiche dei villi placentari". Alla luce, di tutto ciò, non si configura pertanto il reato in contestazione ed il caso è stato archiviato. Zoom24 aveva già dato conto, con un articolo pubblicato il 4 marzo scorso, che il "caso" e la notizia lanciata da altri organi di informazione era destinata a "sgonfiarsi" (LEGGI QUI: Si "sgonfia" a Vibo il caso del presunto feto sotto la statua della Madonna ).

(g.b.)