Omicidio a Mileto, ragazzo intenzionato a parlare. Ostacolato dalla famiglia
Si ipotizza peraltro che in molti abbiano sappiano cosa sia accaduto la sera del 29 maggio scorso quando si è consumato l'agguato mortale a Francesco Prestia Lamberti
E' una comunità sgomenta quella di Mileto, dove alcuni giorni addietro è stato assassinato senza pietà un giovane neppure sedicenne. E la verità sull'omicidio di Francesco Prestia Lamberti continua ad essere avvolta nel dubbio. Più di qualcuno potrebbe aver visto o sentito. E nella giornata di ieri - scrive questa mattina la Gazzetta del Sud - tra silenzi e mezze parole, è circolata la voce che qualche adolescente avrebbe manifestato la volontà di offrire notizie utili alle indagini. Una propensione che sarebbe osteggiata dai suoi familiari.
Di certo, le parole pronunciate su facebook dalla sorella della vittima nei giorni scorsi, potrebbero aver scosso più di qualcuno. Agli amici di Francesco, Marina Prestia Lamberti aveva chiesto "di mettersi le mani sulla coscienza e di dire tutto quello che sanno".
Intanto, nella giornata di mercoledì i carabinieri dei Ris hanno esaminato l'auto, una Fiat Punto, sequestrata al diciannovenne di Paravati che ha dichiarato spontaneamente ai carabinieri della stazione di Mileto, di aver accompagnato Francesco in località Vindacitu per un incontro chiarificatore di carattere sentimentale e di essersi allontanato dopo aver udito gli spari per fare rientro nella sua abitazione.
Dell'omicidio si è autoaccusato un coetaneo di Francesco, attualmente recluso nel centro di accoglienza per minori di Catanzaro.
