Pesante affondo del Partito democratico che nel pomeriggio odierno si era presentato regolarmente in aula

"L’assenza dell’intera giunta con in testa il sindaco Costa e della maggioranza, al consiglio comunale odierno (presente solo Russo-Contartese-Falduto-Fiorillo- Massaria), certifica, qualora ve ne fosse ulteriore bisogno, lo stato di confusione in cui si ritrova l’amministrazione comunale di Vibo Valentia". Così il Partito democratico stigmatizza l'assenza della maggioranza oggi in aula. In realtà mancavano anche alcuni consiglieri d'opposizione tra cui Loredana Pilegi e Antonio Lo Schiavo. 

"Oggi in maniera palese  - ha tuonato il Pd guidato da Giovanni Russo - sono emerse tutte le frizioni di carattere politico amministrative all’interno del centro destra vibonese. A certificarlo l’anomalo ed inusuale numero di consiglieri comunali che nei giorni scorsi si sono “preoccupati” di far giungere all’ufficio di presidenza la giustificazione della loro odierna assenza. Ci spiace constatare come la giunta comunale sia stata ridotta a passa carte di un apparato burocratico che sempre più si dimostra non all’altezza del compito assegnatogli.Infatti con nota prot. n.12350 dell’11.03.2016 la dirigente ha comunicato al sindaco il ritiro della pratica all’odg. “riconoscimento debiti fuori bilancio per lavori di somma urgenza per la realizzazione nuova condotta via C. Parisi angolo via Milite Ignoto”, poiché si rendeva necessario integrare la D.G. n.31 del 16.02.2016 e la proposta di D.C. n.6 del 03.03.2016. Di tale nota il sindaco e i suoi non hanno potuto fare altro che prenderne atto e disertare mestamente il consiglio comunale di oggi.  Noi consiglieri di opposizione ad oggi non abbiamo tra le altre cose, potuto visionare i calcoli attraverso cui si è dimensionato il tratto dell’opera idraulica in oggetto, né siamo a conoscenza se il tecnico progettista abbia provveduto ad effettuare il deposito al genio civile. Abbiamo però invece visionato gli altri elaborati a firma di un architetto che invece, ai sensi del regio decreto del 1925 n. 2537 agli artt.51, 52 e 54 potrebbe non avere competenza alcuna nel progettarli. Dubbi che solleviamo pubblicamente poiché se gli stessi trovassero fondatezza, comporterebbero gravi deficienze nella procedura utilizzata. Preoccupazioni - concludono Russo e soci -  che intendiamo da subito porre all’attenzione al fine di evitare gravi ritardi che per come i “cittadini” hanno avuto modo di evidenziare perpetuerebbero disagi".