L'ESPERTO | La pandemia che ci ha insegnato l’economia
Tutti ricorderanno che prima che il coronavirus sconvolgesse le nostre vite e le nostre abitudini il modello europeo imponeva il rigoroso rispetto dei vincoli di bilancio. Il 3% era un dogma, come il pareggio di bilancio da rincorrere sino all’esasperazione. E fu così, guarda caso, che tra i tanti tagli quelli alla sanità hanno reso più fragile il nostro sistema sanitario, rendendolo inadeguato a fronteggiare shock improvvisi come quelli provocati dal Covid 19. Il debito pubblico troppo alto veniva tacciato di insostenibilità e, con la scusa delle casse vuote, lo stato sociale è arretrato al punto da ledere finanche diritti costituzionalmente garantiti.
Poi è arrivata la pandemia, un’emergenza insieme sanitaria, economica e sociale, che ha colpito ogni Stato ed ogni Governo. Coinvolgendo tutti è caduto ogni interesse (geo) politico di parte a negare l’evidenza del buon senso, e così i vincoli di bilancio sono stati magicamente sospesi. Il deficit pubblico sta aumentando ovunque, e con esso il debito sovrano, qualunque ne sia la consistenza, senza rischio alcuno di default perché la liquidità che serve a garantirne di fatto la solvibilità è emessa senza limiti dalla banca centrale europea. Per il popolo, paradossalmente, è un’occasione unica di comprensione delle dinamiche macroeconomiche che maggiormente impattano sull’interesse generale e sui valori democratici. C’è da augurarsi venga colta e spesa alla futura occorrenza.
