Provincia Vibo: inchiesta fondi ai gruppi consiliari, salta ancora udienza dal gup
Ancora un rinvio, il terzo di fila per l’udienza preliminare dell’inchiesta sui presunti fondi illegittimi ai gruppi consiliari della Provincia di Vibo Valentia che vede dinanzi al gup sette indagati. Ancora un rinvio, dunque, ma questa volta per un motivo diverso da quello delle precedenti udienze. Andate infatti questa volta a buon fine tutte le notifiche agli indagati del decreto con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm, il recente trasferimento a Cosenza del giudice Anna Rombolà ha fatto sì che tale procedimento penale è stato assegnato al giudice Lucia Monica Monaco, oggi però impegnata a presiedere il Tribunale collegiale per altri processi.

Da qui l'ennesimo rinvio dell'udienza preliminare a carico degli indagati: Francesco De Nisi, ex presidente della provincia di Vibo Valentia; Giuseppe Barilaro, ex presidente del Consiglio provinciale di Vibo ed attuale sindaco di Acquaro; Giuseppe Condello, ex consigliere provinciale ed attuale sindaco di San Nicola da Crissa; Giuseppe Raffele, ex consigliere provinciale, attuale consigliere comunale a Serra San Bruno e candidato alla presidenza della Provincia nel settembre del 2014 in quota Udc e non eletto; Carlo Brosio, ex consigliere provinciale; Antonio Vinci, ex dirigente della Provincia di Vibo; Armanda De Sossi, ex dirigente della Provincia di Vibo. Peculato e falso ideologico i reati per i quali il pm della Procura di Vibo Valentia, Michele Sirgiovanni, ha avanzato nel luglio scorso al gup il rinvio a giudizio. Nei confronti di Raffele, Barillaro, Condello, Brosio e Vinci, il pm contesta pure il reato di falso ideologico per aver “falsamente attestato”, secondo l'accusa, la quantificazione nel 2010 di fondi assegnati ai gruppi consiliari per 73 mila euro. Somma di cui tutti gli indagati (e da qui l’accusa di peculato) avrebbero agevolato l’appropriazione da parte degli effettivi beneficiari dei fondi. (g.b.)
