"Da quando ho superato i miei problemi di salute e ripreso l'attività politica alla guida del movimento civico Tesoro Calabria, sto ricevendo, oltre a proposte di cittadini che offrono la disponibilità a candidarsi in una delle tre liste civiche che fanno capo al movimento, anche molte richieste a riproporre la mia candidatura alla presidenza della Regione Calabria". È quanto afferma in una nota Carlo Tansi, candidato alla presidenza della Regione già alle elezioni dello scorso gennaio.

Rilanciare la "regione più bella d'Italia". "Non nego di sentirmi lusingato e onorato di tale invito - prosegue Tansi - perché manifestato da semplici cittadini perbene che hanno a cuore le sorte della nostra terra, ma anche da affermati e giovani professionisti che mettono a disposizione, in maniera del tutto volontaria, le loro competenze, al fine di realizzare un programma di governo innovativo ed in grado di rilanciare sul piano socio-economico la regione più bella d'Italia".

Pronto a farsi da parte per un candidato civico. Tuttavia, al momento, "non ho posto la mia candidatura alla Presidenza ritenendo prioritario e non più eludibile pervenire ad un esito politico della prossima competizione elettorale che renda possibile l'attuazione del nostro programma di governo, attraverso l'aggregazione di tutte le rappresentanze di carattere civico, sociale e progressiste che operano a vario titolo nel territorio e con specifici obiettivi". "Sarò pronto ad assumere la prestigiosa, ma anche onerosa, candidatura alla presidenza delle Regione che ritengo di poter legittimamente sostenere, ma sarò pronto anche a farmi da parte se si dovesse decidere di presentare un candidato proveniente dalla società civile".

L'identikit del candidato. Un candidato, spiega Carlo Tansi, che sia tanto "noto quanto stimato" per aver dimostrato "esperienza amministrativa e credibilità unanimamente riconosciute e riconoscibili nella realtà sociale calabrese". "Un candidato in grado di rappresentare all'elettorato calabrese, meglio di me - conclude - la voglia di un cambiamento che oramai è diventato necessario e non più rinviabile".