La Procura di Paola ha riaperto le indagini sull’omicidio di Giannino Losardo, segretario capo della Procura e consigliere comunale del Partito Comunista, ucciso a Cetraro la sera del 21 giugno 1980. Lo ha annunciato il procuratore Domenico Fiordalisi, spiegando che ci sono nuovi elementi, tra cui una dichiarazione del figlio di Losardo rilasciata a Rai 3 e altre segnalazioni da parte della società civile.
Il fascicolo è attualmente a carico di ignoti. Fiordalisi ha sottolineato la speranza che chi conosce fatti finora taciuti possa contribuire a ricostruire nuovi frammenti di verità, chiarendo che non si tratta di riaprire procedimenti contro chi è già stato assolto con sentenza definitiva. La sera del delitto, Losardo stava tornando a casa dopo un consiglio comunale quando fu colpito da numerosi colpi d’arma da fuoco. Morì il giorno successivo in ospedale.
Prima di morire avrebbe detto: «Tutta Cetraro sa chi mi ha sparato». Nonostante un processo tenuto presso la Corte d’Assise di Bari, in cui furono imputati Franco Muto come presunto mandante e Lido Scornaienchi e Francesco Roveto come presunti esecutori, tutti furono assolti. Il caso Losardo è considerato uno dei simboli delle connessioni tra politica, giustizia e criminalità organizzata nella Calabria degli anni Ottanta.