«Il femminicidio non è un fenomeno lontano, colpisce vicino a noi ed è radicato in una cultura patriarcale che continua a produrre violenza». È un atto d’accusa netto quello lanciato dal Partito democratico di Vibo Valentia, che interviene dopo gli ultimi episodi di cronaca che hanno scosso la Calabria.

A sottolinearlo è la segretaria provinciale del Pd, Teresa Esposito, che richiama le storie di Federica e Assunta e critica le recenti scelte politiche del centrodestra in ricordo di due donne calabresi uccise mentre cercavano di ricostruire una vita libera dalla violenza. «La dinamica è sempre la stessa – denuncia Esposito – frustrazione e rabbia che esplodono, uomini considerati “rispettabili” all’esterno che si rivelano assassini tra le mura domestiche».

Nel mirino anche le recenti scelte politiche del centrodestra: «Cancellare il riferimento al consenso dalle norme significa compiere un arretramento gravissimo. Senza consenso è violenza, su questo non si può tornare indietro».

Il Pd chiede un cambio di passo immediato, puntando sull’educazione come strumento di prevenzione. Tra le proposte avanzate, l’introduzione dell’educazione sentimentale obbligatoria nelle scuole primarie, per insegnare fin da piccoli il rispetto e l’empatia, e l’organizzazione di incontri nelle scuole superiori con sopravvissute alla violenza e con i centri antiviolenza, per diffondere consapevolezza e strumenti di difesa.

«Investire nell’educazione è l’unico modo per fermare questa mattanza – conclude Esposito –. Le istituzioni devono agire ora. Nel nome delle vittime, dobbiamo lottare insieme».