Il presidio del capoluogo rimarrà un centro Spoke, ovvero, con elevata presenza di specialità inferiore solo agli Hub

Un solo presidio ospedaliero a cui faranno riferimento tre nosocomi: quelli di Vibo Valentia, Tropea e Serra San Bruno, oltre che il Capt di Soriano. Un solo distretto a fronte dei tre precedenti con un'articolazione omogenea dei servizi anche a livello periferico, per facilitare l'interazione tra ospedale e territorio. Cinque dipartimenti dell'area ospedaliera ( Medicina, Chirurgia, Emergenza/Urgenza ed Accettazione, Servizi Sanitari e Materno-infantile) all'interno delle quali si alterneranno strutture complesse, strutture semplici e strutture semplici a valenza dipartimentale. Su questi presupposti si incardina il nuovo atto aziendale proposto dall'Asp e approvato lo scorso 10 agosto dal Commissario per l'attuazione del Piano di rientro Massimo Scura e dal sub-commissario Andrea Urbani. "Un provvedimento necessario - precisa il direttore amministrativo dell’Asp Francesco Procopio - per governare un'azienda che dal 2007 non godeva di uno strumento di organizzazione così efficace".

Alcune novità. La rimodulazione della rete ospedaliera, ovviamente, non potrà prescindere da alcune distinzioni. Alcuni reparti come Oculistica, Otorino, Nefrologia, Malattie Infettive, oltre al Laboratorio analisi non saranno più strutture complesse ma strutture semplici a valenza dipartimentale. Vale a dire, non avranno un primario, ma un responsabile di dipartimento. In alcuni di essi (Oculistica e Otorino) non vi saranno posti letto se non per interventi specifici, all'interno di ospedali Hub. Ricoveri ordinari che rimarranno possibili, invece, per Nefrologia e Malattie Infettive. I declassamenti sono frutti dell'opera di razionalizzazione che negli anni si è susseguita nel tentativo di ottimizzare meglio le risorse.  Presso il Presidio Ospedaliero Spoke di Vibo Valentia è istituita la Struttura Complessa di Direzione medica Ospedaliera. Compito principale della Direzione medica, è assicurare che l'operatività sanitaria si svolga in ambienti allineati, sotto il profilo igienico e sotto il profilo della garanzia di qualità, agli standard predefiniti e comunque alle norme di legge.

I Cup. Alle direzioni ospedaliere afferiscono anche la gestione dei CUP, dei servizi di portineria, di vigilanza e di riscossione dei ticket che potranno essere organizzati anche con incarichi professionali e/o con posizione organizzativa. Per gli ospedali di zona disagiata la direzione medica è una struttura semplice che dipende dalla struttura complessa degli spoke di riferimento.

Tre ospedali. Il presidio del capoluogo rimarrà un centro Spoke, ovvero, con elevata presenza di specialità ad ampia diffusione sul territorio; Tropea continuerà ad essere un ospedale generale, con un numero limitato di specialità; Serra San Bruno sarò un ospedale di Zona disagiata, con Pronto soccorso e i posti eletto per lungodegenza e riabilitazione intensiva. Tre ospedali compattati all'interno di un solo distretto. "Ma i servizi e le strutture – sostiene Procopio - verranno mantenuti nelle diverse aree del territorio provinciale. Il fatto che vi sia un distretto unico – non significa che i servizi non verranno erogati a livello decentrato. La scelta, imposta dalle linee guida della Regione, garantisce livelli più omogenei di assistenza". Non solo, operare su un solo distretto " consente di integrare con maggior facilità ospedale e territorio, definendo bene i percorsi anche per chi non si trova all'interno del presidio".