"Grazie all'interpello presentato in data 11 novembre 2020 dall'Ente Bilaterale Enbic, presieduto da un nostro segretario confederale, la direzione centrale dell'Agenzia delle Entrate, divisione contribuenti, ha deciso che per i lavoratori in smart working i buoni pasto "non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente, ai sensi dell'art.51, comma 2), lettera c), del T.U. delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22/12/1986,n.9 (Tuir)"".  A comunicalo è il segretario generale della Cisal Francesco Cavallaro.

Lo stesso aggiunge: "E' inutile sottolineare l'importanza di questa decisione in un momento in cui il lavoro agile a causa della pandemia ha decisamente modificato le modalità del lavoro, sia nei settori pubblici che privati".