Il piccolo Enea di Mammola, nel Reggino, ha dimostrato un coraggio che spesso non dimostrano neanche gli adulti. A soli 5 anni ha donato il proprio midollo per salvare il fratellino Salvatore - poco più grande, di 7 anni - affetto da una grave forma di leucemia. Il trapianto è avvenuto ieri all’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma.

La commozione dei genitori: "Non siamo soli".
La solidarietà espressa a Mammola e nei paesi vicini, a sostegno dei genitori Ilenia e Francesco, ha sorpreso tutti. "Non avremmo mai pensato, o tantomeno potuto immaginare – scrivono gli stessi genitori su Facebook - di avere la fortuna e la vicinanza di tante persone. Ci sentiamo fortunati e soprattutto lo è Salvatore ad avere il supporto di tutti voi. Non sappiamo cosa dire se non grazie dal profondo del cuore. La nostra forza è pensare che non siamo soli. Torneranno presto le giornate di sole".

Un'intera comunità con il fiato sospeso.
Commozione e vicinanza sono stati espressi in particolare dalla comunità di Mammola. È infatti il vice sindaco Lorena Ieraci a farsi portavoce, ieri, scrivendo che "l'Amministrazione comunale, la Chiesa, la scuola e la comunità tutta si stringe in questo giorno, tanto atteso, in un forte abbraccio al nostro piccolo cittadino". "Tutti i mammolesi, e non solo, hanno dimostrato solidarietà, sensibilità e affetto alla famiglia nel portare, con dignità, questa croce dolorosa - continua il vice sindaco - passando attraverso il tunnel buio della malattia". "Arricchiti da sentimenti genuini di fede, speranza, amore e caparbietà - conclude - vi giunga carissimi Ilenia e Francesco (i genitori dei due bimbi, ndr) tutto l’affetto e le preghiere dei mammolesi per il vostro adorato bambino e per tutta la famiglia. Mammola attende con il fiato sospeso!".