Prende una brutta piega il processo "Breakfast" sui presunti rapporti tra l'ex ministro dello Sviluppo economico e l'armatore Amedeo Matacena

Si complica la situazione di Claudio Scajola. Il pubblico ministero Giuseppe Lombardo gli ha contestato, infatti le aggravanti mafiose nell'ambito del procedimento "Breakfast", che ha coinvolto l'ex deputato Amedeo Matacena, Scajola avrebbe "mantenuto inalterate le capacità operative in campo economico-imprenditoriale di Matacena, costituiva le provviste finanziare necessarie al Matacena per proseguire in territorio esserlo la intrapresa latitanza, operazione resa più agevole dai contatti privilegiati, garantiti dallo Scajola alla Rizzo, con altri soggetti operanti, in Italia e all'estero, all'interno dei circuiti bancari e finanziari di riferimento di Matacena, e rendeva attuabile il pianificato spostamento del Matacena dall'Emirato di Dubai alla Repubblica del Libano, individuato dallo Scajola per la possibilità di sfruttare le proprie relazioni personali (tra le quali quella con Vincenzo Speziali) al fine di far riconoscere il diritto di asilo politico a favore del condannato Matacena; fatto commesso consapevolmente al fine di proteggere economicamente Amadeo Matacena, quale soggetto in grado di fornire un determinante è consapevole apporto causale alla 'ndrangheta reggina attraverso lo sfruttamento del suo rilevantissimo ruolo politico ed imprenditoriale, e per questa via agevolare il più ampio sistema criminale, imprenditoriale ed economico, riferibile all'organizzazione di tipo mafioso, a cui favore il Matacena domenica il proprio e costante contributo".


La replica. "È stato lo stesso pm in apertura di udienza- ha dichiarato Scajola- a definire questa nuova contestazione un atto dovuto. Un atto dovuto per uniformare le posizioni processuali fra loro. Sono assolutamente tranquillo, nessun problema. L'unica circostanza è che così continuano ad allungarsi i tempi di questo processo". Prossima udienza il 21 giugno