Mangialavori e Tucci, quella passeggiata premonitrice tra avversari non nemici
Una piacevole giornata di sole, calda quanto è giusto che sia la prima domenica d’autunno. Così si era presentata la vigilia del grande giorno, quello delle elezioni politiche. Il sabato a Vibo Valentia, poi, è giorno di mercato; insomma, condizioni ideali per una passeggiata sul corso della città, corso Vittorio Emanuele, quello che un tempo si diceva il “corso commerciale” della città, perché da sempre qui avevano sede boutique e negozi. Oggi un po’ meno, purtroppo, specchio drammaticamente realistico della crisi, economica e non solo, che vive Vibo Valentia.
Ma tant’è: per i vibonesi rimane sempre il piacere di una passeggiata su questa che è sempre e comunque una splendida isola pedonale (fantastica intuizione del sindaco di allora, l’indimenticato ed ammirato Alfredo D’Agostino, al quale bisognerebbe essere grati decidendo – opportunamente, doverosamente – di intitolargli proprio questo corso).
Dicevamo: la vigilia del fatidico giorno della chiamata alle urne è, dunque, un piacevole sabato di gradevole sole che invita alla passeggiata. E così sarà possibile assistere alla più significativa “passeggiata premonitrice”!
Evidentemente complice il clima meteorologico “moderatamente caldo”, che anche il clima generale che si coglie tra i vibonesi a passeggio è sereno, “moderatamente calmo, caldo”.
Fa specie, anzi è gradevolmente piacevole, cogliere lungo il corso Vittorio Emanuele due personaggi coinvolti in prima persona in questa vigilia elettorale: Giuseppe Mangialavori e Riccardo Tucci.
Passeggiano serenamente, sorridono rispondendo ai tanti saluti che i vibonesi rivolgono loro. Soprattutto, sono qui, sul corso, uno a fianco all’altro: insieme.
Entrambi candidati, entrambi candidati alla Camera, sono da considerare avversari politici. Appunto, avversari politici, non nemici. È una gradevole sensazione vederli uno a fianco all’altro, parlare serenamente, sorridere insieme: affrontare questa vigilia senza tensioni, senza astio verso l’altro: finalmente un messaggio di pacata competizione, di rispetto reciproco, un atteggiamento limpido, equilibrato. Soprattutto – diciamo oggi col senno di poi – di consapevolezza della propria forza.
Chiacchierano, Mangialavori e Tucci, si fermano volentieri con quanti si avvicinano. E l’aspetto più curioso, interessante, è stato notare la loro semplicità d’approccio relazionarsi con l’imbarazzo delle persone nell’avvicinarsi, probabilmente chiedendosi come era possibile questo affiancarsi di due avversari politici.
Potrebbe bastare questo per raccontare la particolare “mattinata vibonese” come modello di un vivere, coniugato alla politica attiva, che piace, che desideriamo vivere e rivivere, a dispetto di quei toni esasperati e volgari che da troppo tempo invece ammorbano questo ambiente (e così è stato ancor di più in questa campagna elettorale estiva) provocando allontanamenti che si riflettono poi nell’astensionismo che ha caratterizzato questo turno elettorale.
Potrebbe bastare questo… ed invece no!
Due giorni dopo quella piacevole vigilia, a risultati acquisiti, scopriamo che quella passeggiata su Corso Vittorio Emanuele è stata qualcosa in più: una passeggiata inaspettatamente “premonitrice”!
Sono solo loro – Giuseppe Mangialavori e Riccardo Tucci – i vibonesi nel nuovo Parlamento. Gli unici vibonesi, entrambi chiamati a sedersi, sia pure su scranni diversi e lontani, nell’aula di Montecitorio.
Protagonisti entrambi di un exploit elettorale che porta il Movimento 5 Stelle ad essere, con il 26.39%, il primo partito a Vibo Valentia, e Forza Italia, con il 21.95%, a confermarsi primo partito della coalizione che guida la città.
A loro il compito di rappresentare – uno dalla maggioranza che governerà il Paese, l’altro dall’opposizione – gli interessi di un territorio, il Vibonese, che ha urgente bisogno di ripartire, di rilanciarsi verso un futuro migliore… di sognare!
