Sono sette gli indagati coinvolti nell'inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Catanzaro, che ha portato oggi all'arresto di tre persone e al sequestro di oltre 157.000 euro. L'operazione è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro e dai colleghi della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Catanzaro.

Le misure cautelari sono state eseguite con il coordinamento del gip distrettuale Arianna Roccia, il quale ha autorizzato l'arresto di Antonio Santo Bagnato, Gianfranco Bagnato, e Antonio Lionetto, con il contestuale sequestro preventivo dell'importante somma di denaro.

Tommaso Rosa, collaboratore di giustizia, è uno degli indagati, insieme agli ex responsabili dell'ufficio tecnico comunale, Giovanni Iaquinta e Luigi Piro, e all'ex sindaco Vincenzo Pugliese.

L'accusa che grava su questi ultimi è quella di turbata libertà degli incanti nell'ambito di un sistema di affidamento degli appalti pubblici condizionato dalla cosca Bagnato. L'ingerenza di questa organizzazione criminale sul Comune si sarebbe concretizzata anche attraverso l'imposizione della ditta di Antonio Lionetto, imprenditore ritenuto vicino alla cosca di Roccabernarda.

L'inchiesta evidenzia presunti illeciti legati alla gestione delle commesse pubbliche, che sarebbero state assegnate in violazione delle procedure formali e trasparenti. Si sospetta che la cosca Bagnato abbia influenzato le decisioni dell'amministrazione comunale, favorendo l'assegnazione di appalti pubblici alla ditta di Lionetto, il quale sarebbe stato beneficiario di tali commesse senza il rispetto delle regole previste per gli appalti.