È stata Rosa Vespa, 51 anni, a scagionare il marito Acqua Moses, 47 anni, accusato di concorso nel rapimento della neonata Sofia, avvenuto martedì scorso in una clinica di Cosenza. Durante l’interrogatorio, la donna ha ammesso di essere l’unica responsabile del rapimento, portando il Gip Claudia Pingitore a disporre la scarcerazione dell’uomo.

La decisione è stata presa anche grazie alle richieste dei legali di Moses, Teresa Gallucci e Gianluca Garritano, che hanno sostenuto l’estraneità dell’uomo ai fatti. Rosa Vespa, ritenuta l’autrice materiale del rapimento, resta invece in carcere.